Natalia Ginzburg (Palermo, 14 luglio 1916 – Roma, 8 ottobre 1991), scrittrice, traduttrice, figura di primo piano della letteratura italiana del Novecento. Figlia di Giuseppe Levi, illustre scienziato triestino ebreo, e di Lidia Tanzi, milanese cattolica, è cresciuta in una famiglia apertamente antifascista (il padre e tre suoi fratelli furono arrestati). Nel 1938 ha sposato a Torino Leone Ginzburg, intellettuale raffinato di origine ebraica, co-fondatore della casa editrice Einaudi, arrestato, torturato e assassinato dai tedeschi nel carcere romano di Regina Coeli nel 1944. Collaboratrice essa stessa della casa editrice Einaudi ha pubblicato numerosi libri di letteratura tra cui il pi noto. Lessico famigliare (1963). Nel 1983 eletta al Parlamento nelle liste del Partito Comunista Italiano.

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Gli ebrei

In questo articolo pubblicato otto giorni dopo il massacro alle Olimpiadi di Monaco del ’72, la scrittrice Natalia Ginzburg si interroga sul suo essere ebrea, sul rapporto di “segreta complicità” che la lega agli altri ebrei, ma anche sulla “disumana disperazione” che ispirò il “disumano orrore” degli autori della strage, e conclude sull’impossibilità di stare dalla parte di quelli che “usano armi, denaro e cultura per opprimere dei contadini e dei pastori”.