Tamar Pitch, già docente di Filosofia del diritto e di Sociologia del diritto nell’Università di Perugia, ha insegnato in Usa, Canada, Messico, Argentina, Marocco, Cile. Dirige la rivista “Studi sulla questione criminale” ed è componente dei comitati editoriali di varie riviste italiane e straniere. Studia da sempre la questione criminale, i diritti fondamentali, il genere del e nel diritto. Tra le sue opere: “La società della prevenzione” (Carocci, 2006), “Contro il decoro. L’uso politico della pubblica decenza” (Laterza, 2013) e “Il malinteso della vittima. Una lettura femminista della cultura punitiva” (Edizioni Gruppo Abele, 2022).

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Il reato di femminicidio: un passo avanti solo apparente

Molte, anche tra le femministe, considerano la legge che ha previsto il reato di femminicidio con la pena dell’ergastolo un passo avanti nel contrasto alla violenza di genere. Non è così. Il ricorso al diritto penale, invocato come la panacea di ogni male, non ha intaccato il fenomeno della violenza sulle donne che andrebbe affrontato, piuttosto, con politiche sociali adeguate e una vera educazione sessuale e affettiva.