Russi ed Europei secondo l’ingegner Dostoevskij

In due viaggi in Europa e nella prigionia in patria l’ingegner Dostoevskij raccoglie materiale sull’Europa e sulla Russia e, poi, li sistematizza dentro i suoi romanzi, dove i personaggi rappresentano similitudini e differenze, attrazione e repulsione, fra europei e russi. Rileggerli oggi può aiutare a comprendere qualcosa di più anche della nostra confusa attualità, sempre più simile a “una specie di profezia dell’Apocalisse”.

La “Duse” di Pietro Marcello

Un ritratto personalissimo e reinventato della grande attrice, perché per Pietro Marcello la Duse è soprattutto un personaggio-pretesto per raccontare la dissoluzione di un mondo e il precipitare nell’abisso del fascismo di una società che non ha i codici per decifrare una nuova realtà, e quindi neppure per difendersene.

Coni, un usato sicuro a garanzia di interessi miliardari

Il Coni ha scelto l’usato sicuro, l’ex presidente della canoa Luciano Buonfiglio, a garanzia del prolungamento della gestione Malagò. Operazione perfetta per garantire soldi e interessi, ma con numerosi scheletri nell’armadio: dalla pacificazione con il presidente della Federcalcio Gravina (reduce da insuccessi vergognosi) alla copertura del disastro organizzativo ed economico dei giochi di Milano-Cortina 2026.

Polizie, violenza, impunità: oltre lo “scudo penale”?

Un principio elementare di buon senso e correttezza consiglia di sospendere dal servizio e di tenere lontani dalla “prima linea” gli operatori delle forze di polizia sottoposti a indagini e processi. Ma ciò non vale per i vertici delle polizie italiane che, anzi, hanno spesso premiato gli autori di violenze e falsi. È accaduto dopo il G8 di Genova e il copione sembra ripetersi dopo il pestaggio nel carcere di Santa Maria Capua Vetere.

La città, la democrazia, la rendita

Le nostre città propongono sempre più il ruolo centrale della rendita a beneficio della finanza, dei grandi fondi, delle piattaforme digitali. Le case si trasformano, da luoghi di abitazione, in merci su cui speculare e i poveri diventano scarti di produzione, rifiuti da espellere nelle periferie, nei centri suburbani, nell’hinterland. La rendita e la connessa repressione diventano così i nemici più insidiosi della città e della democrazia.