Socialism for future

È uscito a marzo il numero 30 della rivista trimestrale “Jacobin Italia”: con una bellissima copertina colorata e il titolo “Socialism for future”. L’uso dell’inglese nel titolo va riccollegato al fatto che il termine “socialismo” è negli Stati Uniti più popolare che in Europa. In ogni caso il fascicolo ne tocca molteplici aspetti, con l’auspicio che il dibattito si estenda agli errori del passato e alle prospettive del futuro.

Che succede a Cuba?, intervista con Franco Zunino

Cuba è tuttora un paese socialista impegnato nel tentativo di assicurare a tutti condizioni di vita degne. Emblematico è il livello della ricerca e dell’assistenza sanitaria, emerso a livello internazionale durante il Covid. Oggi, peraltro, la vita nell’isola è molto dura per l’“embargo” imposto dagli Stati Uniti, condannato dall’Onu e senza uguali nel mondo, che ne strozza l’economia e provoca drastiche restrizioni su tutti i piani.

Per il socialismo

Il socialismo non coincide con la presa del potere o con la collettivizzazione dei mezzi di produzione. Come diceva il famoso slogan “socialismo o barbarie”, esso costituisce una nuova forma di civiltà. La complessità della sua costruzione non deve far dimenticare che esso è ancora adesso l’unica via di uscita rimasta mentre contempliamo la crisi irreversibile del capitalismo.

Cercare il socialismo nella vita, non nelle teorie

Piuttosto che cercarlo nelle teorie, il socialismo va trovato dove di fatto si è già realizzato: nella vita quotidiana e attenta dei piccoli paesi quasi abbandonati, nel ritorno a pratiche ormai desuete e fondate su un’economia che abbia come fine non il profitto, ma la produzione di beni materiali necessari alla vita di tutti i giorni. Ovviamente non basta. Ma da queste esperienze occorre partire.

Il Che restituito alla storia

Che Guevara rivive in un recente libro di Sergio Dalmasso che ha il pregio di districarsi dall’agiografia e dall’iconografia consumistica e di raccontarne il travaglio, confrontandosi con la sua azione politica, militare e militante. Non rinnegando il mito ma evitando di cadere nella “trappola” per cui pensiero, elaborazione politica e teorica cedono il passo alla lettura romantica della sua vita.

Attualità del socialismo

È necessario che la sinistra superi il blocco psicologico e politico che le impedisce di pronunciare le parole socialismo e comunismo, rimosse dal suo vocabolario. L’alternativa politica si costruisce riscoprendo l’attualità di parole che mantengono un significato profondo e che hanno segnato l’identità di milioni di persone, che hanno impegnato la propria vita per ideali di libertà e di giustizia sociale.

Le condizioni per tornare a parlare di socialismo

La sconfitta del movimento operaio organizzato alla fine del secolo scorso è stata provocata da due processi convergenti: il successo incontrastato del capitalismo in Usa e Gran Bretagna e il crollo dell’Unione Sovietica. La Sinistra non lo ha capito o lo ha rimosso. Ma, per tornare a parlare di “socialismo” in un mondo attraversato dalla fine del primato Usa e dall’affermarsi di nuovi attori, con quei processi occorre fare i conti.