L’ingegner Fëdor Dostoevskij e l’intelligenza artificiale

L’“uomo del sottosuolo” immaginato, con intuizione visionaria, da Dostoevskij non accetta le leggi insindacabili della natura poiché eludono la volontà umana e restituiscono l’immagine di un individuo privo di libertà. Una riflessione sulla stessa falsariga si impone, oggi, di fronte a nuove forme di organizzazione sociale generate dallo sviluppo tecnologico e dall’avvento dell’intelligenza artificiale.

“Il neoliberismo è vivo e lotta contro di noi”

La crisi del capitalismo non è superabile all’interno di questo sistema di produzione e occorre ripensare al socialismo come prospettiva praticabile. È la tesi di fondo di un recente lavoro di Luigi Pandolfi che riporta l’attenzione su alcuni concetti (lotta di classe, lavoratori, sfruttamento e socialismo) cruciali per qualsiasi discorso serio sull’attuale situazione economica e con troppa fretta giudicati superati o superflui.

I due dittatori

La mera esecrazione della tendenza verso la destra più pericolosa che si diffonde nel mondo non serve a niente, così come non serve indorare l’amara pillola. Bisogna sperare e agire perché ritorni la volontà di cercare ancora le vie per usare le conquiste della intelligenza collettiva per il bene comune e non come strumenti di arricchimento dei pochi e del loro dominio. Ripensando il socialismo contro la barbarie.

A cent’anni dalla morte di Lenin

A cent’anni dalla morte di Lenin e alla luce dell’esperienza storica, è importante superare la mummificazione del suo pensiero e riprendere le fila del confronto, aperto già nella seconda metà dell’800, tra l’idea di un socialismo costruito dall’alto, attraverso la conquista dello Stato, e il progetto di transizione al socialismo attraverso l’immissione, all’interno della società capitalistica, degli embrioni di quella futura.

1973-2023. Le parole di Allende: per il Cile e per noi

«Apparentemente possono dirci che siamo riformisti, ma le misure che abbiamo preso significano implicitamente che vogliamo fare la rivoluzione, cioè trasformare la nostra società, cioè costruire il socialismo» (Allende): è la via cilena al socialismo, stroncata nel sangue l’11 settembre 1973. Cinquant’anni dopo resta una grande lezione su tutti i problemi attuali.

Stare nei territori, ma anche ridefinire un progetto

Stare nei territori e costruire reti è fondamentale ma non basta. È necessario, insieme, definire un progetto alternativo di società, senza il quale i tanti movimenti settoriali non possono produrre cambiamento. Per gran parte del secolo scorso quel progetto è stato il socialismo. Poi è calato il silenzio. Oggi occorre recuperare progettualità e memoria.