La questione del lavoro in India, a partire dai margini

Le condizioni di lavoro in India sono drammatiche: per tutti e per le donne in particolare. Crescono i contratti a breve termine, si diffondono turni di lavoro di 12 ore (non pienamente retribuiti), la sicurezza è sacrificata alla produttività, ogni tentativo di sindacalizzazione è contrastato. È il trionfo del neoliberismo autoritario contro cui sono intervenute, nel luglio scorso, imponenti manifestazioni di lavoratori e lavoratrici.

Ponte sullo stretto: 18 volte no

Il progetto definitivo è stato approvato ma la realizzazione del ponte sullo Stretto è ancora soggetta a ulteriori passaggi: per nulla scontati, date le numerose controindicazioni. Intanto una cosa è certa: l’interesse pubblico soccombe rispetto a quello privato. Addirittura, in caso di mancata realizzazione dell’opera è previsto il pagamento di una penale di 1,5 miliardi di euro all’impresa di costruzione. L’importante è garantire i privati!

Germania. 100 socialdemocratici contro il riarmo

Mentre l’establishment della SPD tedesca persiste nella sua politica bellicista e di sostegno al riarmo, 100 suoi esponenti di primo piano hanno diffuso un manifesto di segno opposto, con cui invitano la Germania e l’Europa a una politica di dialogo anche con la Russia, di reale indipendenza dagli Stati Uniti, di impegno per il disarmo nucleare, di destinazione delle risorse per diminuire la povertà ed evitare il disastro climatico.

Tutti i rischi del “decreto sicurezza”

Record di norme penali introdotte con un solo decreto legge, dubbia compatibilità delle misure con numerosi principi costituzionali, anomalo ricorso alla decretazione d’urgenza. Il tutto senza benefici per la sicurezza della collettività. Anche il direttivo dell’Associazione Italiana dei Professori di Diritto Penale muove dure critiche al decreto legge sicurezza ed esprime grande preoccupazione per i suoi effetti.

Verso uno Stato di polizia

Il decreto legge “sicurezza” varato nei giorni scorsi dal Governo incide pesantemente sulle libertà, sui diritti, sulla convivenza producendo una sterzata del sistema verso uno Stato di polizia. Ciò avviene, in particolare, con la generalizzazione del governo repressivo della povertà, il consolidamento della repressione sistematica del conflitto sociale e del dissenso, l’ampliamento dei poteri e delle tutele attribuiti alle polizie.

Nonviolenza e “noncollaborazione”: attualità di Danilo Dolci

Danilo Dolci è ricordato, soprattutto, per la guida dello “sciopero al contrario” dei braccianti disoccupati di Trappeto e per la resistenza passiva all’ordine di interromperlo. Sono passati, da allora, 70 anni ma l’attualità della sua idea di nonviolenza come noncollaborazione resta più che mai attuale. Non sappiamo come l’avrebbe coniugata oggi, ma sappiamo quanto ci manca la sua presenza!

Svezia: dopo la strage, la fiera dell’ipocrisia

Forse non sapremo mai perché il 4 febbraio, in Svezia, in una scuola per adulti, un giovane, isolato e senza lavoro, ha ucciso dieci persone (in gran parte migranti) e infine sé stesso. Ma sappiamo che il fatto e la sua (probabile) motivazione razzista rappresentano una sconfitta per la società svedese, impegnata nel sostituire il welfare con una deriva securitaria.

Cancellate l’articolo 31 del disegno di legge sicurezza!

Il disegno di legge sicurezza riscrive, tra l’altro, il ruolo e i poteri dei sevizi di intelligence, con un ampliamento inedito e pericoloso. Lo sottolineano le Associazioni Familiari Vittime di Stragi ricordando che la storia ci mostra la presenza impropria di uomini degli apparati di polizia o di sicurezza in tutte le stragi e che ciò richiederebbe, piuttosto, un contenimento dei poteri e il potenziamento dei controlli sul loro operato.

Le zone rosse, ovvero come ridisegnare le città

Dalla fine del secolo scorso è in atto nelle società occidentali un processo di ridefinizione degli spazi urbani. Le zone centrali diventano luoghi di consumo, di turismo, di facciata e non tollerano la presenza di gruppi sociali e individui considerati antiestetici, disfunzionali, pericolosi e, per questo, da espellere. Nel nostro Paese le zone rosse sono l’ultima tappa di questa politica.