Lo strappo del Daspo di Capodanno

L’ultima trovata del ministro dell’interno è stato il Daspo di Capodanno, cioè la direttiva impartita ai prefetti per la creazione di zone rosse in aree strategiche delle grandi città da cui disporre l’allontanamento coattivo dei soggetti aggressivi o molesti. La misura è, a prima vista, circoscritta ma non è così e anzi, se la si avalla, è forte il rischio della sua prossima estensione alle manifestazioni politiche e, in generale, all’area del dissenso.

Il messaggio del Governo: “Ragazzi state a casa!”

“Ragazzi e ragazze, state a casa! Accontentatevi del presente e del probabile, smettete di sognare e di tentare di costruire l’impossibile, cioè un mondo più giusto”. È il messaggio del disegno di legge sicurezza che vuole trasformare i sogni e la rabbia dei giovani in reati, criminalizzando il dissenso e la resistenza, anche quando pacifica e non violenta. È una ragione di più per opporsi.

Sorvegliare e punire i poveri e i ribelli

Il disegno di legge sicurezza al vaglio del Senato ha un chiaro stampo reazionario. Le sue previsioni (che spaziano dalle occupazioni di case alle manifestazioni, dal carcere ai poteri delle polizie), pur se all’apparenza eterogenee, perseguono un obiettivo comune: realizzare uno Stato autoritario sostituendo il welfare con la repressione, dilatando il carcere, eliminando il dissenso, aumentando i poteri delle polizie.

Il sogno della destra: cancellare il dissenso e il conflitto

Il disegno di legge sicurezza approvato alla Camera è un tentativo organico di sostituire lo Stato sociale con lo Stato penale e di cancellare il conflitto sociale e il suo ruolo di veicolo di cambiamento. Prima ancora che incostituzionale in alcune disposizioni esso è contro il progetto della Costituzione, che impone alla Repubblica di rimuovere gli ostacoli che si frappongono all’emancipazione personale e sociale.

Carcere: la scelta di buttare la chiave

Il carcere scoppia, le condizioni di vita sono insostenibili, i suicidi si moltiplicano. Ma il Governo assume provvedimenti di pura facciata, progetta nuovi istituti di pena e insegue l’illusione punitiva, incurante del fatto che in questo modo – come dimostra l’esperienza degli Stati Uniti – non solo si violano i più elementari principi di umanità ma, in modo solo all’apparenza paradossale, aumentano i reati e l’insicurezza.

Infortuni sul lavoro: rendere visibile l’invisibile

Gli infortuni mortali sul lavoro aumentano. A volte sono stragi. Molti pensano che con buoni strumenti di vigilanza e di repressione sia possibile un sistema di prevenzione efficace. Ma poco cambierà se non si conosce e aggredisce il sistema della produzione flessibile fondata sul ricatto e sull’arbitrio. Per questo il primo passo è il ripristino della trasparenza delle condizioni di lavoro e delle conseguenti relazioni sociali.

Gaza: il buio oltre la strage

Dopo 90 giorni, si intravedono i progetti di Israele su Gaza. Il ministro delle Finanze propone l’emigrazione forzata degli abitanti e quello della Difesa ipotizza una soluzione “mista”, con la ricostruzione affidata a una forza internazionale a guida Usa, gli affari civili gestiti dai palestinesi e la sicurezza mantenuta da Israele: progetti divergenti che hanno, peraltro, in comune l’impraticabilità.

Aumentare il carcere non produce sicurezza

La popolazione detenuta, in costante crescita dalla fine della pandemia, raggiunge nuovamente quota 60.000. E il “disegno di legge sicurezza” varato nei giorni scorsi dal Governo non fa che aggravare la situazione. Lo denuncia un consistente numero di Garanti delle persone private della libertà che lanciano un monito alla politica: aumentare il carcere non aumenta la sicurezza!