Il filo rosso che lega referendum e no alla guerra

La Costituzione è stata salvata dai giovani: quegli stessi che, nei mesi scorsi, hanno detto no al genocidio e alla complicità del Governo italiano con le politiche di guerra che stanno sconvolgendo il mondo. Ora bisogna mettere a frutto la lezione: respingendo ogni ipotesi di premierato, rimuovendo le norme che criminalizzano il dissenso, cessando ogni collaborazione militare con Israele e con gli USA.

Lezioni americane: la giustizia

Negli Stati Uniti la Corte Suprema ha ridimensionato i poteri dei giudici di fronte agli “ordini esecutivi” del Presidente. Decisivo il voto dei componenti nominati dallo stesso Trump. È un ulteriore passo verso la fine della democrazia fondata sulla separazione dei poteri. Ed è una lezione anche per l’Italia alla vigilia di riforme costituzionali (dal premierato all’assetto della giustizia) che vanno nella stessa direzione.

25 aprile 2025: la posta in gioco

Senza ripudio della guerra e rifiuto del riarmo, senza solidarietà e accoglienza dei migranti perseguitati nei loro paesi, senza una ferma opposizione alle limitazioni delle libertà di riunione e di manifestazione, senza una difesa intransigente dell’assetto costituzionale non c’è 25 aprile, non c’è festa della Liberazione. C’è, al contrario, una svolta autoritaria. Guai a dimenticarlo o sottovalutarlo.

Il caso Almasri e l’idea di Stato della destra

L’affaire Almasri non è solo un “infortunio” rivelatore del favoreggiamento, da parte dell’Italia, di un personaggio impresentabile. È anche la spia della modifica della forma di Stato perseguita dalla destra, nella quale il Governo è il solo responsabile dell’interesse nazionale, svincolato, per questo, da ogni regola e sottratto al controllo del Parlamento e della magistratura. In attesa dell’introduzione del premierato…

E se la via d’uscita fosse la legge elettorale proporzionale?

Lo strapotere del Governo è la cifra del nostro sistema ed è la causa del suo deterioramento. L’introduzione del premierato non farebbe che confermare quanto già di distorto vi è nella prassi. Per restituire credibilità al sistema occorrerebbe ripristinare un sistema elettorale proporzionale senza correttivi. Una legge elettorale proporzionale non sarebbe, in sé, salvifica, ma potrebbe esserlo l’idea di società che porta con sé.

Cambiare la Repubblica? «O la va o la spacca»

Interrogata sull’incertezza dell’esito della proposta di introduzione del “premierato” elettivo, Giorgia Meloni dichiara: «O la va o la spacca». L’intervento di revisione della Costituzione è considerato una scommessa, un azzardo che non ha nulla a che vedere con il bene comune. Mai si era raggiunto un degrado così accentuato del modo di intendere il Patto costituzionale.

Contro il premierato: nonostante silenzi e censure

L’intero establishment insorge scandalizzato per i cori di alcuni giovani contro una ministra a cui – si dice – è stato impedito di parlare con una sorta di inaccettabile “censura”. Curiosa denuncia in un paese in cui quotidianamente le richieste di contraddittorio sui temi della riforma costituzionale sono disattese dalla TV pubblica e dai grandi giornali “indipendenti”: da ultimo “La Stampa”.