Franco Cassano e l’inquietudine del pensiero

“L’inquietudine del pensiero”, libro postumo di Franco Cassano, è una summa del suo approccio alla ricerca e alla politica. Un approccio in cui la ricerca non contempla soste né il sedersi sulle rendite di posizioni acquisite. Regola che vale anche per la politica, perché nessuna generazione possiede il monopolio della verità e chi vuole provare a capire il futuro deve imparare ad andare oltre i confini.

Un errore di fondo (ignorato) della sinistra

La situazione politica è grave e pericolosa. Ciò dovrebbe indurre la sinistra a mettere al centro della propria proposta politica le grandi scelte (l’alternativa fra guerra e pace, quella fra accettare le politiche europee o no e quella fra tassare i ricchi o no). Ma la sinistra non lo fa. Ciò dipende non tanto dall’inadeguatezza dei suoi dirigenti (che pure c’è) quanto da caratteristiche strutturali del funzionamento del sistema politico.

Il tormentone estivo dei 5Stelle: uno scontro senza contenuti

Mentre il mondo infuoca e tutto procede tragicamente, la politica italiana conferma la sua straordinaria attitudine a trascorrere agosto tra gossip e divorzi. Tra i preannunciati divorzi politici c’è quello tra Grillo e Conte. Una separazione tanto rumorosa quanto inconsistente, in cui nessuno parla di contenuti e di valori ma i protagonisti si accapigliano su questioni che tutto sono meno che politiche.

Ma i giudici sono migliori dei politici?

La maggioranza di governo si accinge a riformare lo status di giudici e pubblici ministeri e a eliminare l’obbligatorietà dell’azione penale. Per correggere – si dice – lo strapotere dei giudici. Ma non di questo si tratta, bensì di una crescente insofferenza della politica per le regole e della ricerca di una garanzia di impunità a costo di sovvertire lo Stato di diritto.

La sinistra surreale

Tutti ricordiamo lo sgomento con cui abbiamo appreso gli esiti delle ultime elezioni europee. Ebbene oggi, in Europa e in Italia, l’unico progetto politico post-elezioni (sia di governo che di opposizione) è quello di non vedere e non sentire la tempesta in arrivo. La destra cerca di normalizzare. Ma anche chi dovrebbe opporsi a chi governa, finisce per normalizzare allo stesso modo.

Che male c’è a giocare al calcio con La Russa?

Il 16 luglio la Nazionale dei politici ha sfidato la Nazionale dei cantanti (naturalmente a fini benefici). C’erano tutti e tutte, dall’estrema destra all’estrema sinistra. E il plauso è stato generale. E invece, no. Io non ci sto. Mi indigno e, sulle orme di Nuto Revelli e di Gastone Cottino, dico che con La Russa e i suoi sodali non si gioca nemmeno al calcio. Farlo è un’offesa alla memoria dell’antifascismo.

I limiti della politica, i poteri dei tribunali

Il Tribunale di Roma ha respinto la richiesta, proposta da un cittadino palestinese, di ordinare allo Stato italiano di interrompere l’esportazione di armi verso Israele e di concorrere alle azioni belliche israeliane a Gaza, sostenendo l’insindacabilità assoluta degli atti governativi di politica estera. Dimentica il Tribunale che il potere degli Stati incontra limiti insuperabili nella normativa internazionale e costituzionale.

Ilaria Salis e gli improbabili difensori della legalità

Vecchi arnesi del fascismo, giovani virgulti neonazisti e compagni di merende di corrotti ed evasori fiscali inneggiano alla legalità e si stracciano le vesti per l’elezione al Parlamento europeo di Ilaria Salis, attivista del movimento per la casa. Una destra paladina della legalità è una contraddizione in termini ma c’è, in questa operazione, un tentativo di modificare il senso comune che merita di essere analizzato.