M5S, un esperimento rimosso

Il M5Stelle è stato fonte del sommovimento politico più significativo nella storia della Repubblica. Ciò è oggi rimosso, data anche l’intervenuta omologazione del movimento al sistema. Ma la domanda di nuova politica che portò alla sua nascita e la successiva parabola discendente offrono strumenti utili per una riflessione sulle forme possibili dell’azione politica e sulla divaricazione fra rappresentanza e astensione.

Lo “speranzismo”, un ostacolo alla buona politica

Spesso nell’attuale temperie politica si assiste a un insistito richiamo alla speranza. È accaduto anche in occasione delle recenti manifestazioni pro Palestina. Richiamo ovviamente opportuno, ma scivoloso: perché gli speranzosi contano sull’intervento di qualcun altro (o qualcosa d’altro) che permetta di superare l’emergenza, mentre i fiduciosi si danno da fare, insieme a chi condivide il loro stesso obiettivo.

Marche o Italia?

I protagonisti delle elezioni marchigiane sono tre: una destra a cui viene perdonato tutto; un centro sinistra i cui elettori lo votano con l’entusiasmo di una persona costretta a un matrimonio forzato; un astensionismo di metà del corpo elettorale che, quando consapevole, è il solo dato positivo. E tutto concorre a una lezione: nelle Marche come nel resto d’Italia, la crisi del centro sinistra riguarda la cultura politica e non le elezioni politiche.

Giani, Emiliano e Vendola: a volte ritornano (anzi non se ne sono mai andati…)

In Italia il dibattito, nel centro sinistra, è egemonizzato dal significato dell’espressione “campo largo”, dalle immagini di Giani che nuota in piscina o ripara strade con la pala, dalle smanie di rimanere in pista di Emiliano e di Vendola. Certi amori fanno giri immensi e poi ritornano. Ma, poi, non stracciamoci le vesti per l’astensionismo…

Per un bilancio critico del neoliberismo

Tramite una vera e propria rivoluzione politica e sociale, sia pure apparentemente incruenta, sul finire degli anni Settanta del secolo scorso si è affermata, imposta dall’alto, una nuova visione generale del mondo. Essa ha demolito in un decennio, o poco più, lo Stato sociale keynesiano, egemonico nel trentennio precedente, istituendo via via, in forme sempre più compiute, una sovranità globale di mercato.

Io non sto con Mario Draghi

Ciò che più colpisce nell’applaudito intervento di Mario Draghi al meeting di Rimini è lo slittamento semantico che gli consente di deformare e stravolgere una storia durata 70 anni, di trasformare i cittadini in consumatori, di inneggiare al mercato e alla sovranità, di sostituire l’eguaglianza con l’equità. Applaudirlo mentre ci prospetta come amministrare al meglio la corsa verso il baratro è un’abdicazione non della politica ma dell’intelletto.

Tre iniziative per una nuova stagione politica

Il dopo estate si annuncia impegnativo. Per prepararlo fioriscono le iniziative, centrate su pace, clima, diritti. Tra le altre: “Addio alle armi”, organizzata da Sbilanciamoci! (Cernobbio, 5-6 settembre); “Se vuoi la pace prepara la pace”, organizzata da Scuola di formazione politica Gea (Trevignano, 5-7 settembre); “Fermare l’economia di guerra. Riprendersi il futuro”, organizzata da Attac (Cecina, 12-14 settembre).