Mafia. A 40 anni dal maxiprocesso

40 anni fa, il 10 febbraio 1986, iniziava a Palermo il maxiprocesso a Cosa Nostra. Fu un fatto epocale in cui, per la convergenza di molti elementi, si accertò, anche in sede giudiziaria, l’esistenza della mafia e se ne condannarono molti esponenti di primo piano. Ma né allora né oggi se ne sono tratte le conseguenze necessarie. Forse sarebbe tempo di cominciare a farlo, anche tenendo conto dei cambiamenti intervenuti.

Giovani e violenza. Se la forza riscrive il mondo

La violenza giovanile, come la violenza in genere, non è un dato di natura ma un problema pedagogico, esito di una cultura diffusa che esalta forza, guerra e repressione. La risposta securitaria (metal detector, controlli, pene) non fa che distogliere dalle sue cause profonde: brutalizzazione delle coscienze, linguaggi bellici, modelli di potere e di costituzione della soggettività. E aumenta il controllo sul dissenso.

Una mensa popolare: l’incontro tra solidarietà e politica

Oggi, 12 gennaio, apre la mensa popolare di Volere la Luna. A Torino, in via Trivero 16. Non un luogo di “assistenza” ma un luogo di solidarietà e di partecipazione, dove sarà possibile consumare un pasto caldo e gradevole. Insieme: chi è in grado di pagarlo (quanto può e vuole) e soprattutto chi non lo è, e deve poterne usufruire gratuitamente. È li nostro modo di “fare politica” in cui speriamo di coinvolgere molti altri.

Lo sport tra vetrina e strumento di democrazia

Lo sport è una metafora della società. La sua essenza non è la prestazione ma la capacità di cogliere il senso della sconfitta e quello della vittoria. E, per questa via, di interrogare la società, di disturbare il potere, di difendere la complessità. La politica sportiva dovrà, dunque scegliere se usare lo sport come vetrina o riscoprirlo come strumento di civiltà, sapendo che non servono più stadi se non si formano cittadini.

Amnistia: il silenzio non è più un’opzione

A fine novembre 2025 le presenze in carcere erano circa 18.000 in più rispetto ai posti disponibili. Con questi numeri e con le condizioni di vita che determinano, il carcere e la pena fuoriescono dalla legalità costituzionale. Punire diventa ingiusto, ledendo dignità e vita dei detenuti, e pericoloso, creando focolai di risentimento. Solo l’amnistia può salvare la vita e la dignità dei condannati.

La guerra uccide e corrompe

La guerra in Ucraina sta evidenziando una corruzione sistematica, con profitti che irridono popolo e soldati. Da entrambe le parti. Dapprima emersa sul versante russo in forme finanche grottesche (oggetto di pesanti ironie degli uomini di Zelenskyj), è poi divampata in Ucraina, rivelando tangenti fisse su ogni fornitura militare e arricchimenti spropositati (fino a bagni in oro) di pochi oligarchi). È la guerra, bellezza!

Pasolini e l’officina della realtà

La generazione degli anni Settanta è stata contemporanea della morte di Pasolini, sanguinoso varco di ingresso in un’epoca in cui prendevano forma molte sue profezie. Di qui l’impulso a rovistare nell’opera dello scrittore politico e dell’artista interessato a capire una realtà sempre più contraddittoria, senza giudicare, né correggere, né incasellare. Per provare a cambiare.

Pasolini è nel nostro tempo

Pier Paolo Pasolini spesso non è stato capito o è stato strumentalizzato. È il caso dei noti versi sugli scontri di Valle Giulia e del suo asserito “simpatizzare con i poliziotti”, che non era, in realtà, un attacco ai manifestanti ma il rifiuto di una piazza individualista che, invece di essere consapevole manifestazione collettiva, si pone come somma di individui, che vogliono essere belli, farsi i selfie e mettersi in vista di telecamera.

La partecipazione politica in Italia

In Italia la partecipazione politica è in calo verticale, in generale e non solo nel momento del voto. Diminuisce il numero di chi si informa e parla di politica: soprattutto tra i giovanissimi e le donne, in modo particolare nelle regioni del Sud. Il maggior veicolo di informazione resta la televisione, anche se sono in crescita i social. Crolla anche il numero di coloro che hanno partecipato a un comizio o a un corteo.