Per una Carta dei Diritti della Natura

La natura è oggetto di diffusa riscoperta, ma prevale un turismo mordi e fuggi che contribuisce a trasformarla in un grande luna park in cui è impossibile, per l’uomo, colloquiare con pietre, piante o animali. Per salvaguardarne un’autentica fruizione, a beneficio nostro e delle generazioni future, è necessario instaurare, con essa, un rapporto non mercificato, capace di attenzione alla società che con essa si interseca.

Israele, l’Occidente e le vite di scarto

Ricordando la Shoah, abbiamo insegnato ai nostri figli, che “è accaduto, quindi può accadere di nuovo”. Salvo poi, quando l’esercito di Israele uccide donne in fila per un tozzo di pane e mira ai testicoli di bimbi inermi, rivendicare che “non sono permessi paragoni”. È la cultura dello scarto che legittima gli uomini a fare ciò che la natura non si sognerebbe mai di fare: scartare, scacciare, sottrarre vita, torturare, uccidere.

Essere ambientalisti? Un libro di Fabio Balocco

Bianco, benestante, ambientalista: sono, insieme, il titolo e le parole guida dell’ultimo libro di Fabio Balocco in cui la gioia del contatto con la natura si alterna al tormento malinconico per i disastri prodotti dalla mano dell’uomo. Ottima lettura anche per non ambientalisti: purché amino fare qualche passeggiata e dubitino di alcuni aspetti del mondo contemporaneo, sopratutto da un punto di vista economico-ecologico

Hélène Druvert, La casa di vetro (L’Ippocampo, 2025)

Una bambina che scopre una serra abbandonata, una selva in rovina di cui prendersi cura, e, in compagnia di altri bambini e tanti nuovi amici, riesce a far sorgere un vero arcobaleno nel grigiore della città. Un inno all’amicizia e alla natura, una storia universale dove l’avventura incontra la poesia, l’ambiente urbano s’intreccia a quello naturale, e l’infanzia si proietta nel mondo a venire.

Valorizzare la montagna?

Ogni grande opera che incide sulle montagne, magari per fare nuove funivie e piste di sci, viene chiamata dagli amministratori “valorizzazione”. Il termine denuncia una visione del mondo secondo cui la natura in quanto tale non vale nulla e assume un valore (monetario ed estetico) solo a fronte di un intervento umano. Eppure i fatti mostrano l’esatto contrario e richiedono il riferimento a un altro termine: difendere.

Torino: “Terra Madre” e i popoli nativi

Organizzata a Torino da Slow Food, “Terra Madre” è un’originale manifestazione che ha l’obiettivo di diffondere il concetto di ”cibo buono, pulito e giusto” e di dare spazio e visibilità, sul tema, ai popoli nativi. I suoi protagonisti sono contadini, pastori, pescatori, spesso vessati dai governi e dai disastri del riscaldamento globale, che, con la loro attività, ignorata dai più, sfamano il 75% della popolazione del mondo.

Una legge per il Ripristino della Natura

La legge per il Ripristino della Natura pone all’Europa l’ambizioso obiettivo di riportare in salute, entro il 2050, ecosistemi e biodiversità, di azzerare le emissioni di CO2 e di proteggere la sicurezza alimentare. La novità più rilevante è – come risulta dal titolo stesso della legge – il superamento del concetto di tutela con quello di ripristino. Superfluo dirlo, il Governo italiano ha votato contro…

Fate riposare la Terra

Oggi la parola terra è usata per lo più come sinonimo di suolo da sfruttare. È tempo di cambiare paradigma: terra significa “madre-terra”, biosfera, ecosistema planetario, luogo che ci ospita, che produce la vita e quanto abbiamo bisogno. La nuova prospettiva richiede la rinuncia alla centralità dell’uomo nell’universo, la rinuncia al patriarcato, all’imperialismo e a tutti i gretti nazionalismi, alle guerre, tutte.