Il 13 giugno è iniziata la Terza guerra mondiale?

Non sappiamo se sarà Israele a portarci alla Terza guerra mondiale. Certo, con l’attacco all’Iran, ce la sta mettendo tutta. Ma l’attacco non è stata un’azione decisa in solitudine: Israele non fa nulla senza l’appoggio di Washington, che lo ha sostenuto anche sotto il profilo tecnico-logistico. L’incertezza è sul ruolo di Trump: sponsor principale dell’operazione o estromesso dal partito della guerra apparato militar-industriale Usa?

Bombardare Teheran, ovvero il suicidio dell’Occidente

Israele e l’Occidente, che si sono costruiti la bomba atomica, si sentono minacciati da una bomba che non c’è. E bombardano (o accettano che si bombardi) l’Iran, uccidendo donne e bambini: naturalmente per salvarli dal regime degli ayatollah. Continuiamo così, alimentando il terrorismo, reazione inevitabile di chi ha perduto tutto. Continuiamo così, suicidiamo l’Occidente. Ma sentendoci vittime, mi raccomando.

Medio Oriente: armi nucleari e altre armi di distruzione di massa tra bugie e realtà

Il bombardamento dei siti nucleari iraniani e l’uccisione intenzionale degli scienziati iraniani impegnati nella ricerca nucleare sono ulteriori passi verso la barbarie. Non solo, ma essi sono “giustificati” da affermazioni false. E ciò mentre nessuno chiede conto a Israele del suo arsenale nucleare, costruito con inganni, bugie e complicità occidentali.

Palestina: un genocidio in nome di Dio

Ci sono, nell’informazione sul genocidio in atto in Palestina, due omissioni gravissime. La prima riguarda il fatto che quello di Israele è, a differenza del colonialismo classico, un “colonialismo d’insediamento” che non si limita a sfruttare i nativi ma li caccia dai loro territori. La seconda è l’occultamento della circostanza che la cacciata dei palestinesi e il loro genocidio sono realizzati, ed è la cosa più terribile, in nome di Dio.

Israele / Iran. La tigre della guerra è uscita dalla gabbia

Israele, bombardando l’Iran, ha provocato l’uscita dalla gabbia della tigre della guerra. Sarà difficile farla rientrare, anche perché sono gli stessi domatori – Stati Uniti e Unione europea – ad averla provocata, dando una nuova picconata al diritto internazionale. Superfluo dirlo, l’Occidente sta avallando una logica bellica e di sterminio che non porterà a un nuovo ordine in Medio Oriente ma a un’altra stagione di destabilizzazione.

Israele e Palestina: il problema non è (solo) Netanyahu

Anche in Occidente si ammette, infine, che Netanyahu è un criminale di guerra e che il genocidio di Gaza va oltre ogni limite etico. Ma a ciò si accompagna l’affermazione che tolto Netanyahu (cosa che, prima o poi, accadrà) ci sarà pace in Palestina. Non è così. Senza il superamento della concezione confessionale di Stato che anima Israele, la questione palestinese resterà irrisolta e l’orrore di Gaza si ripeterà senza fine.

Un sudario per Gaza

I sudari contengono, accolgono, proteggono, abbracciano i corpi dei palestinesi uccisi in questo anno e mezzo di follia militare e politica, israeliana e internazionale. Questo accade a Gaza. Esportiamolo nel nostro Paese, esponendo lenzuoli o teli bianchi su finestre, balconi, piazze, profili social, ovunque. Perché i nostri governanti li vedano: e ne sentano tutto il peso, sulle loro coscienze.

Israele: la perdita di consenso dell’esercito

Mentre continua a bombardare la Striscia di Gaza e a intensificare l’occupazione in Cisgiordania, l’esercito di Tel Aviv affronta una crisi profonda. Decine di migliaia di riservisti rifiutano di arruolarsi, aumentano le proteste pubbliche di militari contro la guerra e cresce il numero di suicidi tra i soldati. Ciò ha anche l’affetto di indebolire l’idea dell’esercito di popolo che ha contribuito a plasmare l’identità israeliana.