Israele, l’Occidente e le vite di scarto

Ricordando la Shoah, abbiamo insegnato ai nostri figli, che “è accaduto, quindi può accadere di nuovo”. Salvo poi, quando l’esercito di Israele uccide donne in fila per un tozzo di pane e mira ai testicoli di bimbi inermi, rivendicare che “non sono permessi paragoni”. È la cultura dello scarto che legittima gli uomini a fare ciò che la natura non si sognerebbe mai di fare: scartare, scacciare, sottrarre vita, torturare, uccidere.

20 anni di BDS: intervista a Omar Barghouti

A 20 anni dalla costituzione del BDS (Boicottaggio, disinvestimento e sanzioni), Omar Barghouti, che ne è stato co-fondatore, ne descrive ragioni e obiettivi. Con il genocidio in corso Israele sta completando l’opera di distruzione del diritto internazionale, ma ugualmente responsabili sono gli Stati Uniti e l’Occidente. Questa consapevolezza sta crescendo ovunque, soprattutto tra i giovani.

Su Gaza basta ambiguità! Lettera alla presidente del Consiglio di 34 ex diplomatici

“L’orrore perpetrato a Gaza nei confronti di civili inermi, qualificabile come pulizia etnica, non ha nulla a che vedere con il diritto all’autodifesa. Non bastano le parole. Servono gesti politico-diplomatici concreti a cominciare dalla sospensione di ogni cooperazione militare con Israele e dal riconoscimento dello Stato di Palestina”.

Il piano espansionista del “Grande Israele”

I fatti sono chiari: Israele persegue con moltiplicata energia e cinismo la propria politica espansionista. Il pericolo dell’atomica iraniana ricorda quello delle “armi di distruzione di massa” di Saddam e la superiorità militare dell’esercito israeliano su quello iraniano risulta dalle sue stesse azioni militari dei giorni scorsi. Ma presentarsi come vittima serve ad ammantare di legittimità quella che è stata, all’evidenza, un’aggressione.

Il “lavoro sporco” di Israele e la terza guerra mondiale

L’affermazione compiaciuta del cancelliere tedesco Merz secondo cui “Israele sta facendo il lavoro sporco per noi”, accolta senza obiezioni da tutti i paesi europei, seppellisce il principio ordinatore delle relazioni internazionali e rivendica la legge della giungla. Finisce la favola della democrazia e del diritto internazionale, svanisce ogni differenza tra aggressore e aggredito. La “regola” è solo quella della forza.

Gaza e non solo. La fame come arma, tortura e potere

La fame è una condizione senza uguali: un fatto irreversibile che svuota i corpi, raggrinzisce le persone, paralizza le membra, impedisce la crescita dei bambini, annienta le generazioni. Ebbene, mai, dalla seconda metà del Novecento, una popolazione era stata intenzionalmente e scientificamente ridotta a una fame così brutale e diffusa come i 2,3 milioni di palestinesi residenti a Gaza negli ultimi mesi.