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La preparazione alla guerra nega la democrazia

La retorica bellicista che attraversa il vecchio continente ha un doppio effetto. Da un lato veicola il massiccio riarmo della Germania, facendo venir meno ogni remora anche a un suo armamento nucleare e archiviando la questione delle sue speciali responsabilità verso i popoli d’Europa. Dall’altro indebolisce le democrazie posto che le decisioni che riguardano la pace e la guerra sono estranee al loro circuito.

La destra ridisegna l’Europa e i socialisti hanno già perso

Le elezioni europee sono alle porte in un quadro inquietante. La destra, in ascesa in tutti i principali paesi dell’Unione, arriva all’appuntamento con il vento in poppa. Di fronte c’è una sinistra pallida, stinta, spaventata dalla sua stessa ombra e accompagnata da una diffidenza popolare indotta dai cedimenti politici di questi anni. Il cambio di maggioranza è un’eventualità niente affatto remota.

Fascisti in maschera e fascismi in doppiopetto

Il seguito della truppa in camicia nera e del suo torvo repertorio è minimo. Ben più pericolose (e tollerate) sono le formazioni che, depurate dai riti più anacronistici, propugnano i temi classici del fascismo: lo strapotere dell’esecutivo, l’autoritarismo, la diffidenza per la libertà di stampa, l’idea gerarchica dell’ordine sociale, il nazionalismo, il militarismo, la dottrina (e la pratica) antisindacale e la purezza dei valori.

Francia: una rivolta sociale contro l'”editto sovrano”

Eletto presidente per impedire che l’estrema destra andasse al governo, Macron ha perseguito la politica liberista più estrema. Quando, poi, la protesta è dilagata e il sostegno parlamentare è diventato incerto ha imposto la riforma pensionistica scavalcando l’Assemblea nazionale. Ciò sta accrescendo l’ampiezza delle mobilitazioni. A dimostrazione della grande reattività della società francese.