Trump: la regola del cinismo

Per l’attuale governo statunitense l’empatia è un sentimento da sradicare e rimuovere nell’Occidente. La filosofia di Trump prevede, infatti, come regola, il cinismo, l’esercizio spietato della forza, scevro da ogni umana pietà. Dal deportare gli immigrati al sedare le rivolte con l’esercito, dalla sottovalutazione della tragedia ucraina al sostegno al Governo di Netanyahu che compie stragi a Gaza e attacca l’Iran.

Gaza e non solo. La fame come arma, tortura e potere

La fame è una condizione senza uguali: un fatto irreversibile che svuota i corpi, raggrinzisce le persone, paralizza le membra, impedisce la crescita dei bambini, annienta le generazioni. Ebbene, mai, dalla seconda metà del Novecento, una popolazione era stata intenzionalmente e scientificamente ridotta a una fame così brutale e diffusa come i 2,3 milioni di palestinesi residenti a Gaza negli ultimi mesi.

Gaza. Chiamare il genocidio con il suo nome

Dobbiamo chiamare genocidio il genocidio. Per onorare i morti: uccisi anche in culla solo perché palestinesi. Nascondere questa terrificante evidenza non è difendere la memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo. Al contrario. Ci siamo detti che se Auschwitz fosse stato sotto gli occhi del mondo, il mondo sarebbe insorto. Oggi accade di nuovo: senza che il mondo insorga e nella complicità dei nostri governi.

Una settimana particolare (tra Gaza, referendum e decreto sicurezza)

Una settimana così intensa sul piano politico non la si vedeva da tempo. La scena è stata occupata dalla protesta contro il genocidio di Gaza e la complicità del Governo italiano, dalla conversione in legge del decreto sicurezza, dal mancato raggiungimento del quorum nei referendum su lavoro e cittadinanza: fatti eterogenei e, in alcuni casi, negativi, che possono, peraltro, contribuire ad aprire una nuova fase politica.

Il nazismo dentro di noi

Massacri e genocidi trovano alimento e copertura in posizioni che non riconoscono nell’altro l’umanità che viene attribuita a se stessi e al proprio gruppo socio-culturale. È questo il cemento ideologico che ha prodotto lo sterminio nazista del popolo ebraico, ritenuto, appunto, “razza inferiore”. Ed è la concezione che sta alla base del genocidio in atto a Gaza. È il nazismo che sta in noi e contro cui occorre vigilare.

Gaza, laboratorio del nostro futuro

Gaza non è una situazione residuale, la coda estenuata di un passato che non passa. Non è nemmeno soltanto l’indice più evidente di un mondo impazzito. Gaza è il laboratorio del nostro probabile e prossimo futuro: di un futuro fatto di deportazioni autorizzate e di sorveglianza, controllo, spionaggio, con l’intelligenza artificiale usata dal potere politico e militare per gli scopi più nefasti.

L’obbedienza non è più una virtù

Ho fatto un sogno. Una carovana di camion con generi alimentari entrava a Gaza. Qualcuno, tra i soldati di guardia, aveva disobbedito all’ordine di impedirlo. I generali, pazzi di rabbia, ordinavano di sparare. Ma i soldati si ribellavano, deponevano le armi, correvano a fraternizzare con il nemico… Un sogno, certo. La realtà è ben diversa. Ma – come altre volte nella storia – sono molti i soldati che rifiutano di combattere.

L’allergia al diritto di Giorgia Meloni

L’Italia, insieme ad altri otto Paesi, contesta la Corte europea dei diritti dell’uomo per le sue decisioni e la sua giurisprudenza in tema di immigrazione. Contestualmente, in spregio delle convenzioni internazionali, conferma la propria politica di collaborazione militare con Israele. C’è un filo rosso che lega le due vicende: l’aspirazione di liberarsi dei “fastidiosi” vincoli del diritto…

Dirlo con un lenzuolo: no al genocidio!

Un lenzuolo spunta da un cancello, da un condominio, da una finestra. Sono molti anche i Comuni, da nord a sud, che sabato hanno appeso il lenzuolo. Una chiesa ha messo un lungo telo bianco davanti al portone: «Come si fa a piangere 50mila morti?». L’appello di Tomaso Montanari e Paola Caridi “Un sudario per Gaza” ha risvegliato le coscienze. È solo un segnale, ma non certo di resa al prevalere del disumano.