Un sudario per Gaza

I sudari contengono, accolgono, proteggono, abbracciano i corpi dei palestinesi uccisi in questo anno e mezzo di follia militare e politica, israeliana e internazionale. Questo accade a Gaza. Esportiamolo nel nostro Paese, esponendo lenzuoli o teli bianchi su finestre, balconi, piazze, profili social, ovunque. Perché i nostri governanti li vedano: e ne sentano tutto il peso, sulle loro coscienze.

Gaza. Ingegneria coloniale

Ciò che sta accadendo a Gaza sotto gli occhi del mondo è, oltre che un massacro sistematico di bambini, donne e uomini, il più grande esperimento di ingegneria sociale violenta condotto su un intero popolo. È la distruzione, per il tramite della fame, della società dal suo interno, per poi ricostruirla come un corpo senza anima o come un popolo disposto ad accettare di sopravvivere senza prospettive politiche e senza diritti.

Israele deve rinunciare all’arma della fame

Nulla può giustificare un blocco di due mesi degli aiuti umanitari vitali a una popolazione in difficoltà. Mai. Il blocco imposto all’enclave palestinese a Gaza dal 2 marzo è la prova di un crollo morale senza precedenti da parte dello Stato ebraico e della comunità internazionale. Israele sta smarrendo l’anima e devono essere messi in atto tutti i mezzi disponibili per fermarlo.

Gaza-Cisgiordania: all’ascolto di un silenzio

Eliminazione sistematica e scientifica della popolazione civile, tortura di massa per fame e sete, distruzione di ogni presidio sanitario, “pulizia del territorio” con i bulldozer. Il tutto nella più perfetta impunità e nell’irrilevanza di ogni regola internazionale. Questo accade a Gaza nel silenzio complice dell’Occidente. Insieme al genocidio si consuma la fine delle democrazie, ridotte a opzione flessibile e, dunque, facoltative.

Il genocidio di Gaza e la complicità dell’Occidente

A Gaza, dopo una breve tregua, è ripreso l’annientamento scientifico e sistematico del popolo palestinese – uomini, donne, bambini – accompagnato dai bombardamenti di ospedali e dall’uccisione a freddo di medici e sanitari. Il Governo israeliano sta finendo di dilapidare il credito accumulato con la Shoah, ma la responsabilità del genocidio ricade anche sugli Stati Uniti e l’Occidente che lo hanno avvallato e lo avallano.

Quel che vorrei dall’Europa: 800 miliardi per Gaza

Riarmo, persecuzione dei migranti, silenzio complice sulla strage degli innocenti che si consuma ogni giorno a Gaza: è questa l’Europa che dovremmo difendere? Tenetevela pure, quest’Europa. Tenetevi pure l’orgoglio europeo. Io parteggio per la dignità degli oppressi. Anche questa l’ho appresa in Europa, da europeo. E da europeo ho imparato che vale per tutti, non solo per noi.

Il genocidio in stile occidentale

Gaza è ormai solo un ammasso di morti e di rovine. C’è di più. Il suo annientamento da parte di Israele e dei suoi alleati occidentali, lungi dall’essere un genocidio isolato, segna la fine di un ordine globale guidato da regole concordate a livello internazionale. È l’inizio, non la fine, delle campagne di massacro di massa del Nord globale contro le crescenti schiere di poveri e vulnerabili del mondo.