Nicoletta Dentico, giornalista, è esperta di cooperazione internazionale e diritti umani. Ha coordinato in Italia la Campagna per la messa al bando delle mine vincitrice del Premio Nobel per la Pace nel 1997, e diretto in Italia Medici Senza Frontiere con un ruolo importante nel lancio della Campagna per l’Accesso ai Farmaci Essenziali. Cofondatrice dell’Osservatorio Italiano sulla Salute Globale (Oisg), ha lavorato a Ginevra per Drugs for Neglected Diseases Initiative, e poi per l’Organizzazione mondiale della sanità.
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La fame è una condizione senza uguali: un fatto irreversibile che svuota i corpi, raggrinzisce le persone, paralizza le membra, impedisce la crescita dei bambini, annienta le generazioni. Ebbene, mai, dalla seconda metà del Novecento, una popolazione era stata intenzionalmente e scientificamente ridotta a una fame così brutale e diffusa come i 2,3 milioni di palestinesi residenti a Gaza negli ultimi mesi.
In molti paesi del sud del mondo, gli ospedali privati, foraggiati dalle istituzioni finanziarie europee per la cooperazione allo sviluppo, sfruttano i bisogni di comunità prive di strutture sanitarie pubbliche. E abusano sistematicamente dei pazienti. Imprigionandoli se non pagano il conto, negando loro il pronto soccorso se sono poveri, strattonandoli con tariffe improponibili. È la finanziarizzazione della salute!
Sbandierato dalla stampa italiana come successo, il G20 di Roma è stato un vero fallimento e ha preparato un altrettanto fallimentare summit della COP 26 a Glasgow. Il capitalismo fossile va dritto per la sua strada e i governanti non riescono a imparare la lezione della pandemia. E non va meglio sul versante sanitario e su quello fiscale.
La pandemia avrebbe potuto essere evitata e può essere sconfitta. Ma la comunità internazionale è incapace di adottare soluzioni appropriate. Così la situazione è gestita dalle aziende produttrici di vaccini, che hanno un evidente interesse a rendere endemica la pandemia. Intanto si diffondono le varianti del virus e in tutta l’Africa sono stati somministrati meno vaccini che in Italia.
Il vertice del G7 riconosce che «per la fine della pandemia si richiederà la vaccinazione di almeno il 60% della popolazione mondiale» ma, poi, si limita a promesse generiche e non cita nemmeno l’ipotesi della deroga dei diritti di proprietà intellettuale al riguardo. A dettare le regole dei vaccini nel mondo è ancora Big Pharma.