Università e Ricerca allo sbando

Dopo anni di sottofinanziamento e di burocratizzazione, e dopo il diluvio effimero dei finanziamenti PNRR, si profila, per l’Università e la Ricerca, un ulteriore arretramento, con un sistema più centralizzato, meno libero, meno capace di produrre sapere critico e innovazione. A ciò occorre reagire. Difendere l’università pubblica e la ricerca indipendente significa difendere la democrazia, la cultura e il futuro del Paese.

“No kings” a Chicago: prove di sciopero generale

“Chiedo ai neri, ai bianchi, ai marroni, agli asiatici, agli immigrati, ai gay di tutto il paese di alzarsi in piedi. Resisteremo agli attacchi alla democrazia di Donald Trump e faremo pagare (ai ricchissimi) la giusta quota di tasse per finanziare la nostra scuola, i posti di lavoro, l’assistenza sanitaria, i trasporti”. Così il sindaco di Chicago nella manifestazione “No Kings” del 18 ottobre, in cui ha prospettato l’idea di uno sciopero generale.

Le politiche spaziali e la subalternità di Meloni a Musk

Il Governo Meloni si dichiara a ogni piè sospinto ipernazionalista. Ma l’approvazione della legge n. 89/2025 e la successiva Relazione annuale sulle politiche spaziali del Governo segnano l’accettazione della subalternità strategica dell’Italia a interessi privati stranieri, in particolare delle società di Elon Musk. E ciò benché la sovranità tecnologica sia fondamentale per la democrazia del XXI secolo.

Referendum: una scelta tra la forza e il diritto

La Camera ha approvato in terza lettura la cosiddetta riforma costituzionale della giustizia. Manca il voto del Senato e poi, probabilmente a primavera, si andrà al referendum. Sarebbe un errore interpretare la vicenda come un affare solo italiano, magari di carattere tecnico. Lo scontro è parte di quello che avviene a livello planetario tra la forza e il diritto.

La città, la democrazia, la rendita

Le nostre città propongono sempre più il ruolo centrale della rendita a beneficio della finanza, dei grandi fondi, delle piattaforme digitali. Le case si trasformano, da luoghi di abitazione, in merci su cui speculare e i poveri diventano scarti di produzione, rifiuti da espellere nelle periferie, nei centri suburbani, nell’hinterland. La rendita e la connessa repressione diventano così i nemici più insidiosi della città e della democrazia.

Per un bilancio critico del neoliberismo

Tramite una vera e propria rivoluzione politica e sociale, sia pure apparentemente incruenta, sul finire degli anni Settanta del secolo scorso si è affermata, imposta dall’alto, una nuova visione generale del mondo. Essa ha demolito in un decennio, o poco più, lo Stato sociale keynesiano, egemonico nel trentennio precedente, istituendo via via, in forme sempre più compiute, una sovranità globale di mercato.

Il pregiudizio democratico

C’è in molti analisti, esponenti politici, giornalisti occidentali una sorta di “pregiudizio democratico”, in forza del quale la politica estera di uno Stato viene giudicata in base al suo regime interno e la storia di un Paese si sovrappone all’attualità. Ciò consente a quegli analisti di schierarsi acriticamente con Israele o con gli Stati Uniti e di sottovalutare le potenziali positive di un’alleanza come quella dei Brics.