Torino. Universiadi, inizia la festa: non per gli studenti!

Torino, arrivano le Universiadi. Per far posto a una parte degli atleti e dello staff, più di 800 studentesse e studenti devono sloggiare, dal 3 al 26 gennaio, dai posti letto in residenze universitarie ottenuti a seguito di specifico bando. La motivazione addotta (“In questo periodo non si svolgono attività didattiche”) aggrava la scelta, mostrando la totale incomprensione del senso dell’autonomia residenziale dei giovani.

Caro sindaco di Torino, chi tutelare per primo in città?

Caro sindaco, dato che non ci conosciamo e che non avremo occasione di incontrarci, ricorro a una lettera per comunicarti alcune riflessioni come padre di un Uomo autistico di 43 anni. Vedo le tue iniziative prefestive a tutela degli animali e per riempire di luci la città, ma non credi che analoghe attenzioni e spese potrebbero essere più adeguatamente rivolte a tutela delle persone fragili (dimenticate quasi tutto l’anno)?

Langhe. Barolo e caporalato

Anche nelle Langhe, terra di Barolo e Barbaresco (venduti a 50 euro la bottiglia), sono arrivati lo sfruttamento più scandaloso di migranti e il caporalato. Qualche imprenditore e il vescovo reagiscono ma i risultati sono limitati. Forse perché – come dice Carlin Petrini – con la ricchezza e la trasformazione delle vecchie osterie in ristoranti stellati sono venuti meno il senso di comunità e la solidarietà.

Venezia: il lusso non è più come una volta

Nel 2016 il fondaco dei Tedeschi, uno dei palazzi più pregiati di Venezia, situato com’è ai piedi del Ponte di Rialto e affacciato sul Canal Grande, era diventato, dopo una lunga storia cominciata nel XIII secolo, un polo del lusso. Ma anche il lusso non è più quello di una volta. I turisti cinesi non sono più attratti dai marchi stranieri e, così, il polo chiude: 226 dipendenti restano senza lavoro e il fondaco resta vuoto e inutilizzato.

Un rito meneghino per l’edilizia

Secondo quando accertato dalla Procura della Repubblica, il Comune di Milano ha concesso a palazzinari di un certo spessore di edificare palazzi e talvolta grattacieli al posto di bassi fabbricati, applicando la normativa relativa alla ristrutturazione. La prassi è, a dir poco, disinvolta. Ma ancor più colpisce la richiesta del sindaco al Governo di varare una sorta di sanatoria (motivata da una asserita scarsa chiarezza delle norme…).

Torino: l’autoritarismo in casa

A Torino l’attacco al verde prosegue: il Parco del Meisino va verso la distruzione, ai piedi del Monte del Cappuccino sta per essere piazzata una ruota panoramica; nel Giardino Artiglieri di Montagna vedrà la luce un supermercato. Ciò pone una domanda: non è autoritarismo non tutelare i beni comuni ed evitare il dialogo con la popolazione quando si vuole procedere a scelte che ne coinvolgono la salute?

Roma: i due volti della Capitale

Roma è a un bivio: vivere della rendita dei gioielli della nonna diventando sempre più una vetrina ad uso esclusivo dei turisti o elevarsi da questa storica stagnazione. L’alternativa è, in realtà, solo retorica: la scelta delle ultime amministrazioni non lascia dubbi e Roma presenta due volti: la Grande Bellezza di facciata del centro e dei suoi eventi effimeri e la Grande Bruttezza non appena ci si allontana verso la periferia.

Torino: “Terra Madre” e i popoli nativi

Organizzata a Torino da Slow Food, “Terra Madre” è un’originale manifestazione che ha l’obiettivo di diffondere il concetto di ”cibo buono, pulito e giusto” e di dare spazio e visibilità, sul tema, ai popoli nativi. I suoi protagonisti sono contadini, pastori, pescatori, spesso vessati dai governi e dai disastri del riscaldamento globale, che, con la loro attività, ignorata dai più, sfamano il 75% della popolazione del mondo.

Val Susa: la guerra non è mai un gioco

Settembre ha portato in Val Susa due iniziative di Soft Air, cioè di “giochi di guerra”. In una Valle in cui sono nati i primi obiettori, è sorto già negli anni ‘60 un Gruppo di Azione Nonviolenta e le maestranze delle Officine Moncenisio hanno, all’unanimità, rifiutato di produrre armi, la cosa non è passata sotto silenzio. Anche per la singolare coincidenza di un successo parolimpico di un atleta di casa vittima di una bomba.