Napoli. Questue, panni stesi e nuovi regolamenti

È fatto divieto di «raccogliere questue e di chiedere l’elemosina, causando molestie o disturbo ai passanti». Non siamo in un piccolo Comune leghista ma a Napoli, città un tempo tollerante e solidale, dove la giunta “progressista” si appresta a modificare in questo senso il regolamento comunale. Ma la cosa non fa notizia: anzi “nisciuno se ne importa”.

Torino tra crisi, grandi eventi e parole tabù

La crisi a Torino si tocca con mano. Nonostante i grandi eventi, Eurovision e Fast & Furious. A mancare è un’idea, un progetto di città futura. Eppure tutto tace. E le domande fondamentali restano senza risposta: quali sono le priorità? i disegni, le visioni, i progetti che le individuano? E dove sono i pensatori, gli intellettuali, i visionari che animano il dibattito pubblico?

Le esercitazioni NATO e la Sardegna sotto assedio

È in questi giorni in corso in Sardegna un’esercitazione NATO, cui partecipano 4.000 militari provenienti da 7 paesi dell’Alleanza. La Sardegna è, di fatto, sotto assedio. E non è la prima volta ché, anzi, le esercitazioni militari sono sull’isola assai frequenti, con una scia di effetti devastanti sul sistema vegetale e faunistico e sulla salute delle persone. È tempo di dire basta.

Torino. Sfruttamento in Università

L’appalto di molti servizi dell’Università abbatte le tutele di lavoratrici e lavoratori. Da ultimo la ditta vincitrice dell’appalto per i servizi di portineria aggira gli obblighi contrattuali in tema di retribuzione prevedendo un salario più ridotto, integrato con indennità e incrementi che spariscono in caso di ferie, mutua, permessi. Di qui una diffida per dire che “il re è nudo”.

Torino tra rischio di dissesto e sovvenzioni statali

Torino è, con Napoli, Reggio Calabria e Palermo, il comune più indebitato d’Italia. Ma la giunta annuncia l’apertura di una nuova fase, vantando il risanamento strutturale del bilancio con conseguente possibilità di investimenti. In realtà, il miglioramento dei conti è dovuto solo all’iniezione di liquidi da parte dello Stato, mentre nessuno dei nodi critici è stato affrontato e risolto.

Primo Maggio. Perché in piazza ci sia spazio per tutti

Spezzare e militarizzare un corteo, come ha fatto la polizia il 1° maggio a Torino, non è accettabile. La piazza è di tutte e tutti. Rispettado la libertà altrui, tutte e tutti devono poter esprimere il proprio consenso o dissenso verso posizioni politiche e sindacali e verso le autorità presenti. Come diceva Sandro Pertini, «Libero fischio in libera piazza»: è l’ABC della democrazia.

Primo maggio a Torino: ancora violenze di polizia

Il corteo del 1° maggio a Torino è stato vivace e partecipato. Ma, ancora una volta, violente cariche di polizia hanno impedito allo spezzone antagonista di raggiungere la piazza dove era in corso il comizio. Senza giustificazioni se non impedire ai dimostranti di “disturbare il manovratore” (politico o sindacale che fosse). Così – la storia lo insegna – diritti e libertà degradano in privilegi di alcuni.

Torino e il suo 1° maggio: 45 anni in un libro

Il 21 aprile a Torino vanno in scena, riassunte in un libro unico nella sua specificità, le strutture e i pupazzi costruiti per la festa dei lavoratori, in 45 anni, da Piero Gilardi, Pietro Perotti e Carlo Minoli. Sono immagini “agite”: dal basso e dal popolo, come in un grande teatro popolare mobile. Come se le facciate dipinte di una città insorgente si mettessero in marcia, ogni primo maggio a Torino.

La pace, la scuola e un sindaco “apolitico”

È concepibile che il sindaco di un Comune faccia rimuovere delle bandiere della pace dalle ringhiere di una scuola? Evidentemente no. Per tutti, salvo che per il primo cittadino di un piccolo centro del torinese, impegnato in una impari lotta contro il buon senso e le stesse disposizioni di legge. Più saggi di lui maestre e bambini sostituiscono le bandiere con disegni di pace.