Mafia. A 40 anni dal maxiprocesso

40 anni fa, il 10 febbraio 1986, iniziava a Palermo il maxiprocesso a Cosa Nostra. Fu un fatto epocale in cui, per la convergenza di molti elementi, si accertò, anche in sede giudiziaria, l’esistenza della mafia e se ne condannarono molti esponenti di primo piano. Ma né allora né oggi se ne sono tratte le conseguenze necessarie. Forse sarebbe tempo di cominciare a farlo, anche tenendo conto dei cambiamenti intervenuti.

Giovani: le semplificazioni e gli stereotipi non servono

Periodicamente, a seguito di episodi di violenza da parte di minorenni, emergono, negli adulti, panico e allarme e si parla della “questione giovanile” come di un’emergenza da affrontare con misure repressive. Senza motivo, ché l’unico atteggiamento utile per prevenire disagio e devianze è ascoltare, cercare di capire e incidere sulle relazioni e sul coinvolgimento nella costruzione di una società con prospettive di futuro.

Nunca más (mai più): la mia giornata della memoria

La giornata della memoria, per quanto mi riguarda, copre l’universo. Per me è l’ultima visita al museo di Santiago del Cile che dalla memoria prende il nome. Ne esco ubriaco di emozioni. So che dormirò male. So che i torturati saranno sempre dei torturati e i torturatori dei torturatori. So che l’oblio è impossibile e che bisogna vivere, ma sapendo che nulla di quanto visto può giustificare il diventare a nostra volta dei carnefici.

Noi, gli altri, l’informazione

La nostra conoscenza del mondo è spesso un atto di fede in fonti informative la cui credibilità non abbiamo possibilità di vagliare, se non sulla base di pregiudizi in genere eurocentrici e occidentalisti. Da questa consapevolezza dovrebbe scaturire la rinuncia alla pretesa di violare l’autodeterminazione dei popoli in nome della supremazia del modello occidentale.

Lo sport tra vetrina e strumento di democrazia

Lo sport è una metafora della società. La sua essenza non è la prestazione ma la capacità di cogliere il senso della sconfitta e quello della vittoria. E, per questa via, di interrogare la società, di disturbare il potere, di difendere la complessità. La politica sportiva dovrà, dunque scegliere se usare lo sport come vetrina o riscoprirlo come strumento di civiltà, sapendo che non servono più stadi se non si formano cittadini.

I “finanziamenti ad Hamas”: prove, indizi, preconcetti

Gli elementi a base dell’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di nove persone accusate di finanziare Hamas consistono, in buona parte, in materiali prodotti dall’esercito israeliano interpretati alla luce di una ricostruzione “storica” unilaterale ed estranea alle competenze dei giudici, che ignora le decisioni degli organi di giustizia internazionale. Non è un buon viatico per un processo improntato al garantismo.