La festa è finita, andiamo a ballare

La fiducia in un capitalismo dal volto umano è finita e, con essa, il miraggio di un sistema economico che distribuisca i benefici tra tutti, l’aspettativa per una crescita senza limiti, la speranza di un accettabile benessere anche tra le popolazioni più povere. Ma l’attrattiva consumistica è dura a estinguersi e la sua presa è maggiore proprio su coloro che sono tenuti ai margini. Eppure è da essa che occorre liberarsi.

Commedia, tragedia e farsa nella giustizia di fine ‘800. E oggi?

C’è, in una brillante pubblicazione di fine ‘800, la realistica narrazione di come funziona una giurisdizione tenuta alle briglie dall’esecutivo: si susseguono, in essa, la commedia (per i ricchi), la tragedia (per i poveri) e la farsa (nei conflitti tra potenti). Non è, a ben guardare, così diverso il sistema perseguito dalla attuale maggioranza di governo.

Casa: un diritto per tutti

In Italia il disagio abitativo cresce in modo esponenziale. Eppure, mentre aumentano gli sfratti per morosità incolpevole e cresce la domanda di case con affitti accessibili, si rafforzano i processi di privatizzazione del patrimonio pubblico e la riduzione dell’offerta di case popolari. La richiesta di un radicale cambiamento delle politiche sul punto è alla base di numerose iniziative locali e nazionali.

2 aprile: un giorno per fingere di interessarsi di autismo e disabilità

La disabilità è diventata un affare per chi specula sulle difficoltà altrui. La legge 112 sul “Dopo di Noi” è inapplicata; la legge 68 sull’inserimento lavorativo viene ignorata, e si spaccia per lavoro lo sfruttamento; la legge 328, che dovrebbe garantire un progetto di vita personalizzato, è diventata un business per “esperti”. E c’è chi plaude al Governo.

Per la pace: un estremismo creativo

«La guerra è circondata da tanta considerazione, che chi la condanna, passa per irreligioso, sfiora l’eresia: come se non si trattasse dell’iniziativa più scellerata e al tempo stesso più calamitosa che ci sia». Per uscire da questa follia – descritta da Erasmo da Rotterdam già nel 1500 – occorre anzitutto ribaltare l’immaginario collettivo. C’è bisogno di estremisti creativi capaci di dimostrare che “il re è nudo”.

No al femminicidio e no all’ergastolo

Da sempre, nel nostro paese, l’impegno istituzionale contro il femminicidio prevede risposte disorganiche e punitive, senza alcuna strategia strutturale di lotta preventiva al modello culturale e sociale che lo alimenta. Nella stessa logica si muove la proposta di introdurrre un reato ad hoc puntito con l’ergastolo: proposta illusoria e ingannevole che, per ribaltare il patriarcato, si appoggia su di esso e sul suo strumentario.

Valle di Susa, 1970: una fabbrica contro la guerra

C’erano una volta, in Valle di Susa, le Officine Moncenisio. Fabbricavano vagoni ferroviari, ma anche armi. Impiegavano 850 lavoratori. Il 24 settembre del 1970 quei lavoratori approvarono all’unanimità una mozione con cui avvertivano l’azienda di “non essere in nessun caso disposti a lavorare, trasportare e collaudare materiali bellici”. Se ne parlerà a Condove sabato 15 marzo, ricordando Alberto Perino.

Nonviolenza e “noncollaborazione”: attualità di Danilo Dolci

Danilo Dolci è ricordato, soprattutto, per la guida dello “sciopero al contrario” dei braccianti disoccupati di Trappeto e per la resistenza passiva all’ordine di interromperlo. Sono passati, da allora, 70 anni ma l’attualità della sua idea di nonviolenza come noncollaborazione resta più che mai attuale. Non sappiamo come l’avrebbe coniugata oggi, ma sappiamo quanto ci manca la sua presenza!