Stati Uniti. Cresce il numero dei libri censurati

Negli Usa, già 7 Stati hanno adottato leggi che puniscono chi fornisce testi “proibiti” ai minori e altri 20 si apprestano a farlo. In caso di violazione sono previsti il carcere (fino a 10 anni) e multe fino a 100 mila dollari. Tra i libri censurati non ci sono solo testi (ritenuti) pornografici ma anche opere politiche e storiche, romanzi famosissimi (anche di premi Nobel) e persino una edizione del Diario di Anna Frank a fumetti.

L’exit di Cottarelli è la fine della sbornia tecnocratica?

Carlo Cottarelli lascia il Senato denunciando una “deriva a sinistra” del Pd che nessuno, in realtà, ha visto. Critica le scelte su nucleare, Jobs Act, maternità surrogata, “merito” con gli argomenti della destra. Le sue parole dimostrano quanto il Pd pre-Schlein (che lo volle capolista in Lombardia) fosse permeato dal dogma liberista, ormai messo in discussione anche dal moderno pensiero liberale.

Pacifismo

Il pacifismo arcaico

Il pacifismo è rimasto all’epoca della sfilata di rassegnata testimonianza, allo striscione con i colori arcobaleno. E invece bisogna cambiar metodo, diventare aggressivi, incalzanti, far guerra alla guerra con gli stessi metodi totali. Bisogna denunciare sugli striscioni i nomi e i fatturati da un anno a questa parte delle industrie della «sicurezza», gli stipendi dei loro manager, spiattellare i misteri dei dividendi, i collegamenti con la politica, la finanza, il malaffare.

Il ministro Nordio e il populismo penale

Secondo il ministro della giustizia Nordio gli aumenti di pena non hanno efficacia deterrente ma servono soprattutto come “segnale politico”. E poco importa se qualcuno sconta qualche anno di carcere in più… Eppure la ragione e il garantismo vorrebbero che un Governo autorevole non digrignasse denti, abusando dello strumento sanzionatorio, ma affrontasse i fenomeni criminali con la composta fermezza dello Stato di diritto.

Piccoli segnali di una nuova stagione politica

Abbiamo i fascisti al governo. Ma ci sono anche fatti nuovi e l’apertura di fronti di lotta inediti: dal cambio al vertice del Pd (non insignificante seppur tutto da decifrare e verificare) alla stagione referendaria ormai in corso. Occorre una regia unitaria. Un segnale può venire dal tavolo di lavoro varato dall’assemblea del 22 aprile promossa della Rete dei numeri pari alla Casa internazionale delle donne di Roma.

Il cessate il fuoco in Ucraina forse non è più un tabù

L’ipotesi di una tregua nel conflitto in Ucraina compare sia nelle parole (pur smentite) del capo della Wagner, sia nell’ultimo numero di “Foreign Affairs”, la rivista della diplomazia Usa. La prospettiva evocata è quella di un cessate il fuoco con ritiro di entrambe le parti da una nuova linea di contatto e creazione di una zona smilitarizzata monitorata dall’Onu o dall’Osce a cui far seguire l’apertura di colloqui di pace.

La scomparsa del sogno palestinese

La Palestina è da tempo in una situazione drammatica e senza vie d’uscita. Intifada popolari, diplomazia a perdere, lotta armata dalla vita breve, attacchi individuali: nulla ha scalfito il sistema di segregazione israeliano. Questi “fallimenti” hanno un responsabile: la complicità internazionale verso il colonialismo israeliano d’insediamento, un colonialismo che accomuna oggi sia il Governo di estrema destra sia le proteste israeliane contro Netanyahu.

Chi vuole abolire il reato di tortura?

Ci sono voluti più di trent’anni per introdurre nel nostro sistema il reato di tortura e già c’è chi, nel Governo, ne propone la soppressione. «Per tutelare adeguatamente l’onorabilità e l’immagine delle Forze di polizia», scrivono i proponenti. Detto in modo più chiaro: per strizzare l’occhio di una complice tolleranza a chi, nello svolgimento di compiti delicatissimi, tiene comportamenti criminali ripugnanti. C’è da non crederci.