La nave Louise Michel bloccata a Lampedusa: tra attualità e storia

La nave Louise Michel, impegnata nel soccorso dei migranti, è stata sottoposta a fermo a Lampedusa: per interrompere i salvataggi e, insieme, per impedire il diffondersi di un’idea di solidarietà. Fors’anche, pur ignorandolo, per esorcizzare il valore simbolico del riferimento a una donna impegnata, nella seconda metà dell’’800, nella Comune di Parigi, contro le prevaricazioni del potere e per la giustizia sociale.

Turchia. Verso un’unità delle opposizioni per sconfiggere Erdogan

Il 14 maggio si terranno, in Turchia, le elezioni presidenziali e politiche, le più importanti della storia della Repubblica turca sia per il futuro di Erdogan sia per la possibilità di fondare un paese democratico, laico e progressista. Le scelte del centro destra e quelle, ufficiose, deIl’Hdp (la sinistra turca e kurda) delineano un fronte anti Erdogan guidato da Kemal Kiliçdaroglu con notevoli possibilità di successo.

Francia: una rivolta sociale contro l'”editto sovrano”

Eletto presidente per impedire che l’estrema destra andasse al governo, Macron ha perseguito la politica liberista più estrema. Quando, poi, la protesta è dilagata e il sostegno parlamentare è diventato incerto ha imposto la riforma pensionistica scavalcando l’Assemblea nazionale. Ciò sta accrescendo l’ampiezza delle mobilitazioni. A dimostrazione della grande reattività della società francese.

Iraq. 20 anni senza un perché e la menzogna democratica

L’invasione americana e inglese dell’Iraq del 20 marzo 2003 si basava su prove false. Ora lo sappiamo. Una propaganda avvelenata e menzognera ci corruppe. Siamo entrati da allora in una epoca di dissoluzione. Quella guerra ha distrutto molto, uomini sentimenti valori, non siamo stati in grado di ricostruire granché. E dopo venti anni siamo di nuovo in guerra. Incapaci di distinguere ormai verità e bugie.

Dalle camicie nere allo stravolgimento della Costituzione

Nella consapevolezza dell’impossibilità di un ritorno del fascismo nelle sue forme storiche la linea politica dei seguaci della fiamma tricolore è – e sarà – quella di essere fascisti del proprio tempo. Non porteranno camicie nere nelle strade ma cercheranno di ridefinire l’identità del Paese modificando e snaturando la Costituzione, che della Repubblica nata dalla Resistenza è il fondamento.

Ribellarsi è giusto

Solo in un tempo scardinato può accadere che un ministro risponda a un’aggressione fascista minacciando di sanzioni un’insegnante antifascista, o dia la colpa di una strage in mare a genitori snaturati. Ebbene, è arrivato il momento di scrollarci di dosso il torpore di chi si sente sconfitto, e di ritrovare le nostre convinzioni, le nostre passioni, la nostra intensità. Forse non è troppo tardi per provare a rimettere il mondo in sesto.

Aiutiamoli a morire a casa loro

Di fronte all’ennesimo naufragio, che ha provocato, sulla costa calabra a 200 metri dalla riva, oltre 60 morti evitabili, il Governo addossa la responsabilità agli stessi migranti e ribadisce che occorre “impedire le partenze” dei poveri del mondo. In altri termini, bisogna aiutare i più disperati a morire nei loro Paesi, per fame o per guerra, purché lontano dai nostri occhi: parola della presidente del Consiglio e del ministro Piantedosi.

Cospito e la doppia violenza del ministro Nordio

Dopo la sentenza della Cassazione Alfredo Cospito continua lo sciopero della fame e la sua morte è sempre più vicina. Intanto il ministro Nordio, respinta la richiesta di revoca del 41 bis, cerca di canalizzare il caso verso l’alimentazione forzata, adombrando l’impossibilità, per chi è detenuto, di rifiutare i trattamenti sanitari. Così operando una doppia violenza ammantata da preoccupazione etica.

Ruby ter, il caso è chiuso?

L’assoluzione di Berlusconi nel processo Ruby ter per un vizio di forma chiude il caso giudiziario, almeno in primo grado. Resta aperto, al di là degli schiamazzi e delle polemiche, il giudizio storico, politico e morale sui fatti da cui quel processo nasce: non solo una sequela di scandali, ma l’epifania di un sistema di scambio fra sesso, potere e denaro, emblematico del più complessivo sistema di potere di quegli anni.

La questione italiana

L’egemonia del neoliberismo è in frantumi ma sopravvive e ci trascina nella sua rovina perché non riusciamo a offrire alle masse, che chiedono di essere protette e rappresentate, altro che un’impotente frantumazione. E ciò perché nella nostra storia prevalgono, pur a fianco dell’intraprendenza dei ceti popolari, individualismo, indisciplina civile, assenza di classi dirigenti dotate di visione unitaria.