La Palestina e l’autocensura dei giornalisti

L’Ordine dei giornalisti italiani ha sottoscritto la definizione di antisemitismo adottata dalla International Holocaust Remembrance Alliance, una definizione che, volutamente e incongruamente, fa coincidere l’antisemitismo con la critica alle politiche del Governo di Israele, in particolare nei confronti dei Palestinesi. È un fatto estremamente grave: una sorta di autocensura preventiva che viola il diritto all’informazione.

In Francia la polizia uccide

Se sei nato in quartieri periferici e degradati come quello di Nanterre, se hai vissuto in una banlieue, tra violenza, spaccio, assenza totale dello Stato, se sei maghrebino o se sei di seconda, terza generazione e il tuo cognome ha consonanze arabe e non francesi e vedi una volante della polizia che attraversa il quartiere con il motore che romba, significa che la morte è vicina.

Il ministro Crosetto e il dirottamento inventato

Il 9 giugno un tweet del ministro Crosetto ha elogiato i militari intervenuti poco prima sulla nave Galata Seaways al largo di Napoli “sventando un dirottamento”. «Bravi!», l’icastica conclusione del ministro. Peccato che, come accertato dalla Procura di Napoli, non ci sia stato nessun dirottamento e i “dirottatori” fossero dei migranti che cercavano di uscire dalla stiva! Restano le imbarazzanti foto dell’intervento…

Nordio, ovvero intercettando Godot

Già oggi – e ormai dal 2017 – la pubblicazione di conversazioni intercettate incontra forti limiti a tutela, insieme, del diritto alla riservatezza e dell’interesse pubblico all’informazione. L’introduzione di ulteriori restrizioni prospettata dal ministro Nordio è, per questo, priva di giustificazioni e rappresenta semplicemente l’ennesimo tentativo di minare gli spazi della libertà di cronaca e di imbavagliare l’informazione.

Migranti. Respingere significa uccidere

Dobbiamo ripeterlo: le singole morti, i singoli naufragi non sono altro che i tasselli attraverso cui si attua una politica concordata tra i Governi dell’Occidente. Per noi, per i nostri Governi i migranti sono, nel migliore dei casi, cioè se muoiono nel viaggio, dei vuoti a perdere; nel peggiore, cioè se malgrado tutto arrivano, dei sovversivi che accampano un diritto da noi quotidianamente calpestato: il diritto a vivere.

A che serve un “sindaco d’Italia”?

Si dice “democrazia decidente” ma si pensa a una svolta conservatrice e autoritaria. È questo che sta dietro all’evocazione di un presidente investito con elezione diretta, di un “sindaco d’Italia”, di una sorta di capo azienda. Infatti i primi decenni dell’Italia repubblicana, ricchi di riforme profonde e incisive, sono lì a dimostrare che non esiste alcun nesso necessario tra stabilità dei Governi e processi riformatori.