Gaza: come l’Occidente concorre al genocidio

Gaza: 10.000 bambini e 7.000 donne uccisi in tre mesi; due milioni di persone in lotta quotidiana per la sopravvivenza. La Corte internazionale di Giustizia ravvisa un rischio di genocidio incombente e ordina a Israele di evitarlo. Intanto l’Occidente, in modo del tutto pretestuoso, sospende i finanziamenti all’Agenzia dell’Onu per i palestinesi, in molti casi sola fonte di sostentamento.

L’algoritmo della vergogna e le distorsioni del welfare

Una delle istituzioni più importanti del welfare francese, la Caisse d’allocations familiales (Caf), l’ente che si occupa degli aiuti sociali alle famiglie in difficoltà, per molto più di un decennio ha funzionato affidandosi solo a un algoritmo che controllava la metà della popolazione discriminando i precari e i più svantaggiati, le donne, i portatori di handicap. Per di più con un recupero irrisorio di somme erogate ingiustamente.

Fascisti in maschera e fascismi in doppiopetto

Il seguito della truppa in camicia nera e del suo torvo repertorio è minimo. Ben più pericolose (e tollerate) sono le formazioni che, depurate dai riti più anacronistici, propugnano i temi classici del fascismo: lo strapotere dell’esecutivo, l’autoritarismo, la diffidenza per la libertà di stampa, l’idea gerarchica dell’ordine sociale, il nazionalismo, il militarismo, la dottrina (e la pratica) antisindacale e la purezza dei valori.

Orientalismo e sionismo per giustificare un genocidio

Ad essere in gioco oggi non è l’esistenza di Israele ma la sopravvivenza del popolo palestinese. Eppure, in Occidente, la realtà viene rovesciata. Così la critica alle politiche di Israele è bollata come antisemitismo, contro cui si coalizzano le estreme destre neo e post fasciste pronte a manifestare contro la barbarie islamica. Con effetti devastanti anche per le nostre culture e la nostra pedagogia democratica.

Caro Habermas, non si può incoraggiare il silenzio

Asef Bayat, studioso iraniano-americano del Medio Oriente, risponde all’ammonizione di Jürgen Habermas ad evitare critiche ai bombardamenti su Gaza perché il diritto all’esistenza di Israele merita una protezione speciale alla luce dei crimini di massa dell’era nazista: «Ma come dovrebbero deliberare le persone su ciò che è giusto e ciò che è sbagliato se non è permesso loro di parlarne liberamente?».

Palestina: la legge dei coloni

“Due popoli e due Stati”: sembrava una promessa buona quando la Cisgiordania era solo Palestina e Israele era solo Israele. Ma ora gli insediamenti di occupazione, fortificati e protetti con le armi, sono più di cento e la Cisgiordania non è più un’ininterrotta regione palestinese, ma una provincia mista dove vivono 700 mila coloni israeliani e 4 milioni di palestinesi. E la convivenza non è nei piani degli occupanti.

Via della seta addio, prima gli interessi Usa

La decisione del Governo Meloni di uscire dalla cosiddetta “via della seta cinese” è un evidente cedimento agli interessi degli Stati uniti e alla loro nuova politica di protezionismo aggressivo. Ma è un grave errore strategico: da un lato danneggia l’economia nazionale, dall’altro, contribuendo alla divisione del mondo in due grandi blocchi commerciali, di “amici” e “nemici”, aggrava le tensioni e i conflitti internazionali.