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La classe capitalista va in paradiso (fiscale)

Nei paesi occidentali, le aliquote massime di prelievo sui redditi più elevati sono precipitate: siamo oggi intorno al 40% e ancor meno per i redditi da capitale. Si può invertire questa tendenza alla distruzione dei sistemi di progressività fiscale? Un tentativo lo stanno facendo Spagna e Brasile nella conferenza delle Nazioni Unite di Siviglia. Ma per cambiare registro occorre abbandonare la regola dell’unanimità.

Via della seta addio, prima gli interessi Usa

La decisione del Governo Meloni di uscire dalla cosiddetta “via della seta cinese” è un evidente cedimento agli interessi degli Stati uniti e alla loro nuova politica di protezionismo aggressivo. Ma è un grave errore strategico: da un lato danneggia l’economia nazionale, dall’altro, contribuendo alla divisione del mondo in due grandi blocchi commerciali, di “amici” e “nemici”, aggrava le tensioni e i conflitti internazionali.

Il Governo servo di due padroni

Il Governo suda le proverbiali sette camicie per soddisfare le pretese di due padroni: i capitali forti e quelli più deboli, spesso in conflitto. In questo contesto la tassa sugli extraprofitti è una sorta di Robin Hood che toglie ai ricchi più forti per dare ai ricchi più deboli. Dei poveri sostanzialmente se ne frega. Questo dovrebbe cogliere un’opposizione desiderosa di rappresentare gli interessi della classe subalterna.