L’Italia continua a esportare armi a Israele

Nel solo mese di dicembre del 2023, nel pieno dei bombardamenti da parte di Tel Aviv sulla Striscia di Gaza, l’export italiano di “Armi e munizioni” verso Israele ha toccato quota 1,3 milioni di euro. I nuovi dati Istat smentiscono ancora una volta il Governo e gettano una luce sinistra anche su altre tipologie di esportazioni legate a velivoli militari.

Edward Said, preludi alla trappola di Gaza

Gli scritti di Edward Said di 20 anni fa sulla Palestina sono quanto mai attuali. Fin da allora Said denunciava l’impraticabilità, dopo il fallimento degli accordi di Oslo, del progetto di due Stati e l’impossibilità, prodotta dalla politica di Israele, di un solo Stato con parità di diritti per tutti. Le sue analisi non sono state ascoltate e l’acritica adesione dell’Occidente alla narrazione sionista ha portato all’attuale situazione senza sbocchi.

Se il genocidio è un rumore di fondo

Nel film “La zona d’interesse”, attraverso il racconto della vita del comandante del lager di Auschwitz in una residenza signorile adiacente al campo, il regista Jonathan Glazer segnala come il male assoluto può essere trasformato in semplice “rumore di fondo”: oggi come ieri, ad Auschwitz come a Gaza. E lo ha ribadito con coraggio all’atto del ritiro dell’Oscar assegnato al film, pur tra molte polemiche.

Fosse Ardeatine: una memoria che parla di conflitto

La strage delle Fosse Ardeatine sta alla base della nostra Costituzione. 80 anni dopo, con il fascismo autore di quella strage di nuovo al governo del Paese e con la Costituzione calpestata, dare un senso al ricordo significa riconoscere il modo in cui il fascismo si mostra, nella sua elementare essenza: il nudo dominio di chi ha il potere su chi non ce l’ha. E, poi, scegliere da che parte stare.

Quanto tempo rimane all’Ucraina? E alla Russia?

Più nessuno crede alla propaganda bellica di Zelensky. Mentre il potere di Putin (che usa tutti i mezzi a sua disposizione, anche i più crudeli) è incontrastato e la Russia è in grado di programmare nuove azioni, l’offensiva ucraina dei mesi scorsi è clamorosamente fallita e la cerchia intorno al presidente ucraino si sta sfaldando. Per lui e per l’Ucraina il tempo non è finito ma si sta esaurendo assai rapidamente.

Il senso di colpa, Gaza e la Shoah

Un giusto senso di colpa blocca la discussione sulla questione palestinese. Ma l’analisi deve essere rigorosa. La Shoah non è stata frutto di uno spontaneismo della Storia: covava da secoli nell’antisemitismo europeo ed era stata “secolarizzata” dal nazionalismo, dal razzismo e dall’imperialismo. Oggi c’è il rischio che, sostenendo Israele, si legittimi di nuovo il meccanismo coloniale che ha reso possibile l’Olocausto.

«E mi no firmo»: quando Basaglia disse di no

È il 16 novembre 1961 quando Franco Basaglia, 37 anni, entra nel manicomio di Gorizia. Da subito comincia a coltivare un pensiero mai pensato prima: che si debba e si possa distruggere un manicomio, non riformarlo, cambiarlo, modernizzarlo, ma proprio farne a meno. Ci riuscirà. Poi le cose sono cambiate. Tocca, sempre, ricominciare e continuare e cambiare. È faticoso e difficile. Ma l’alternativa è la vergogna.