Invece del Ponte

A Messina abbiamo sempre convissuto, insieme con lo spettro del terremoto, con quello del ponte. E ora che si ricomincia a parlare di cantieri siamo tornati in piazza, contro l’ennesima grande opera inutile imposta da una mentalità coloniale: perché una città piena di edifici fantasma non ha bisogno anche di cantieri fantasma e per dire cosa vogliamo invece del Ponte.

La destra ridisegna l’Europa e i socialisti hanno già perso

Le elezioni europee sono alle porte in un quadro inquietante. La destra, in ascesa in tutti i principali paesi dell’Unione, arriva all’appuntamento con il vento in poppa. Di fronte c’è una sinistra pallida, stinta, spaventata dalla sua stessa ombra e accompagnata da una diffidenza popolare indotta dai cedimenti politici di questi anni. Il cambio di maggioranza è un’eventualità niente affatto remota.

Le università trasformate in fabbriche da disciplinare

Nelle manifestazioni in corso negli Stati Uniti la novità è la richiesta di intervento della polizia contro gli studenti da parte dei rettori. È la conseguenza della trasformazione delle Università da luoghi di cultura e di educazione al pensiero critico in fabbriche di laureati per le aziende. Per questo esito gli amministratori sono pagati dai donatori e i profitti interessano più dei valori.

La responsabilità popolare della Liberazione

Il 25 aprile è il giorno in cui ci ricordiamo che la Costituzione e l’antifascismo sono pratica quotidiana, non celebrazione occasionale. Ricordare e manifestare il 25 aprile non è solo un atto di protesta e di lotta contro chi ci governa e chi non ci rappresenta, ma è soprattutto un modo per ricordare a noi stessi la nostra responsabilità, il nostro compito di esercitare, ogni giorno, la sovranità che la Resistenza ci ha conquistato.

Dalla parte delle vittime, per non cedere all’orrore

Ogni volta che qualche operatore umanitario viene ucciso, come da ultimo a Gaza, sorge la domanda: che cosa è diventato l’Umanitario, il mestiere di salvare corpi dall’agonia, in un mondo sempre più in guerra? C’è chi dice che serve ad anestetizzarne le opinioni pubbliche, a placarne la cattiva coscienza. In realtà la risposta è più semplice e radicale. Di fronte all’orrore si aiuta: unica risposta possibile.

L’Italia continua a esportare armi a Israele

Nel solo mese di dicembre del 2023, nel pieno dei bombardamenti da parte di Tel Aviv sulla Striscia di Gaza, l’export italiano di “Armi e munizioni” verso Israele ha toccato quota 1,3 milioni di euro. I nuovi dati Istat smentiscono ancora una volta il Governo e gettano una luce sinistra anche su altre tipologie di esportazioni legate a velivoli militari.

Edward Said, preludi alla trappola di Gaza

Gli scritti di Edward Said di 20 anni fa sulla Palestina sono quanto mai attuali. Fin da allora Said denunciava l’impraticabilità, dopo il fallimento degli accordi di Oslo, del progetto di due Stati e l’impossibilità, prodotta dalla politica di Israele, di un solo Stato con parità di diritti per tutti. Le sue analisi non sono state ascoltate e l’acritica adesione dell’Occidente alla narrazione sionista ha portato all’attuale situazione senza sbocchi.

Se il genocidio è un rumore di fondo

Nel film “La zona d’interesse”, attraverso il racconto della vita del comandante del lager di Auschwitz in una residenza signorile adiacente al campo, il regista Jonathan Glazer segnala come il male assoluto può essere trasformato in semplice “rumore di fondo”: oggi come ieri, ad Auschwitz come a Gaza. E lo ha ribadito con coraggio all’atto del ritiro dell’Oscar assegnato al film, pur tra molte polemiche.

Fosse Ardeatine: una memoria che parla di conflitto

La strage delle Fosse Ardeatine sta alla base della nostra Costituzione. 80 anni dopo, con il fascismo autore di quella strage di nuovo al governo del Paese e con la Costituzione calpestata, dare un senso al ricordo significa riconoscere il modo in cui il fascismo si mostra, nella sua elementare essenza: il nudo dominio di chi ha il potere su chi non ce l’ha. E, poi, scegliere da che parte stare.