Gaza-Cisgiordania: all’ascolto di un silenzio

Eliminazione sistematica e scientifica della popolazione civile, tortura di massa per fame e sete, distruzione di ogni presidio sanitario, “pulizia del territorio” con i bulldozer. Il tutto nella più perfetta impunità e nell’irrilevanza di ogni regola internazionale. Questo accade a Gaza nel silenzio complice dell’Occidente. Insieme al genocidio si consuma la fine delle democrazie, ridotte a opzione flessibile e, dunque, facoltative.

Tra demografia e democrazia

Mentre, nel mondo, il numero delle dittature supera quello delle democrazie (peraltro in crisi sempre più evidente) il fattore determinante della geopolitica diventa la demografia. Eppure l’occidentalismo e l’eurocentrismo ci fanno trascurare il peso sempre maggiore, in numero di abitanti e in termini economici, non solo della Cina e dell’India ma anche di Paesi come l’Indonesia e la Turchia.

Il genocidio di Gaza e la complicità dell’Occidente

A Gaza, dopo una breve tregua, è ripreso l’annientamento scientifico e sistematico del popolo palestinese – uomini, donne, bambini – accompagnato dai bombardamenti di ospedali e dall’uccisione a freddo di medici e sanitari. Il Governo israeliano sta finendo di dilapidare il credito accumulato con la Shoah, ma la responsabilità del genocidio ricade anche sugli Stati Uniti e l’Occidente che lo hanno avvallato e lo avallano.

Trump e il potere del denaro

Sabato 5 aprile centinaia di migliaia di persone sono scese in piazza, negli Stati Uniti, per dire “basta!” alle politiche di Trump. Ma quelle piazze, seppur assai partecipate, sembrano, almeno in questa fase, destinate all’irrilevanza politica, di fronte ai ricatti economici di Trump che stanno provocando un pressoché totale allineamento alle sue posizioni delle Università (eccettuata, per ora, Harvard) e dei grandi studi legali.

Perché ancora, e urgentemente, Rojava

Il Tribunale Permanente dei Popoli ha riconosciuto la Turchia colpevole di genocidio del popolo kurdo. L’importanza della sentenza va oltre quel, pur fondamentale, accertamento. Essa, infatti, è anche un atto d’accusa contro le complicità della comunità internazionale nel massacro di minoranze sopravvissute grazie a una cultura di pace e accoglienza e capaci di prefigurare un mondo diverso.

La trasformazione dell’economia cinese

L’economia cinese si trasforma. Mentre diminuisce il tasso di crescita, pur sempre sostenuto, il paese cerca di superare alcune difficoltà del momento (crisi immobiliare, ostilità Usa, disoccupazione, caduta dei consumi) puntando sullo sviluppo tecnologico e su un aumento dei rapporti con i paesi del Sud, mentre porta avanti la lotta ambientale. Le prospettive sembrano positive.

Erdoğan: ritratto di un sultano

L’arresto del sindaco di Istanbul İmamoğlu ha riacceso i riflettori su Erdoğan, il sultano del secondo esercito Nato che domina la Turchia arrestando a migliaia gli oppositori. Erdoğan coltiva un marcato fanatismo religioso, sostiene l’Isis, ha mire espansioniste fino alla Libia, reprime il dissenso e gli avversari politici, è attinto da varie indagini per corruzione. È a un personaggio siffato che l’Occidente si affida…

Le elezioni in Germania: paradossi e convitati di pietra

La vittoria delle destre nelle elezioni tedesche evidenzia un paradosso. In esse, infatti, ad essere decisivo è un convitato di pietra: le comunità di migranti e rifugiati che, pur prive del diritto di voto, sono determinanti nel risultato elettorale, per il peso della narrazione che le ritrae come minacce alla sicurezza nazionale, alimentando così paure e scelte in favore dei partiti “d’ordine”