Referendum sulla cittadinanza: perché sì

La cittadinanza non è una “concessione”, un privilegio, un premio ma un diritto da riconoscere a chi partecipa alla vita di una comunità. Così non è, oggi, in Italia, come dimostrano le storie quotidiane di migranti di ogni età. Il successo del referendum che abbassa il tempo minimo di residenza richiesto per l’acquisizione della cittadinanza sarebbe un primo importante passo in questa direzione.

Centri per migranti in Albania: di male in peggio

Il fallimento dei centri costruiti in Albania per il trattenimento di richiedenti asilo le cui domande sono esaminate con procedura accelerata non potrebbe essere più clamoroso. Per riguadagnare credibilità il Governo corre ai ripari e vara un decreto legge con cui li trasforma in centri per il rimpatrio. Ma il rimedio è peggiore del male: la soluzione è in evidente contrasto con il diritto europeo e rischia nuove bocciature.

Il bar del mondo. Ciao Delia

Il bar Hobbit, a Ventimiglia, era un bar di transito nei pressi della stazione. Ma Delia – pur incompresa e osteggiata – ne aveva fatto, sin quando aveva potuto, un rifugio per i migranti che, dopo viaggi interminabili si riposavano prima di ripartire per la Francia: un rifugio dove bere del caffè caldo, usare il bagno, asciugarsi, allattare i neonati, ricaricare il cellulare, parlare. Ora che Delia non c’è più, possiamo solo dirle: grazie!

Minori che scompaiono

Nel solo 2015, soprattutto per mare, sono arrivati in Italia 27mila minori non accompagnati. Da allora i loro numeri sono scesi per assestarsi, fra il 2022 e il 2023, sui 20mila. E’ una realtà importante, che spesso le istituzioni non vogliono vedere e affrontare, con il risultato che, negli ultimi cinque anni, dai centri di accoglienza italiani si sono allontanati, scomparendo nel nulla, 20mila ragazzi e ragazze.

Il protocollo Italia-Albania: confinare i rifugiati e svuotare il diritto d’asilo

La questione dell’apertura dei centri per migranti in Albania, pur imminente, è uscita dai radar. A torto, ché l’operazione comporta l’abbattimento di diritti fondamentali. I richiedenti asilo dirottati in Albania infatti, a differenza di quelli rimasti in Italia, saranno detenuti nei centri, senza alternative, lungo tutta la procedura.