Roberta Ferruti, giornalista free lance, ha collaborato con diverse testate locali e nazionali tra cui “Avvenimenti”, “Paese Sera”, “Il Manifesto” e “L’Espresso”. Si occupa di politica estera, viaggi, solidarietà ed ecologia. È stata tra i promotori dei primi Gruppi di Acquisto Solidali del Lazio, dell’Università Verde dei Castelli Romani e ha collaborato alla nascita della prima proposta di legge per l’agricoltura biologica. Nel 2016 ha iniziato un lungo viaggio in solitudine sulle rotte dell’immigrazione che si è concluso a Riace. Dal 2017 è operatrice RECOSOL, Rete dei Comuni Solidali.
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Il bar Hobbit, a Ventimiglia, era un bar di transito nei pressi della stazione. Ma Delia – pur incompresa e osteggiata – ne aveva fatto, sin quando aveva potuto, un rifugio per i migranti che, dopo viaggi interminabili si riposavano prima di ripartire per la Francia: un rifugio dove bere del caffè caldo, usare il bagno, asciugarsi, allattare i neonati, ricaricare il cellulare, parlare. Ora che Delia non c’è più, possiamo solo dirle: grazie!
Un paese con poco più di 200 anime ha accolto, in 14 anni, ben cento migranti, diventando un modello di accoglienza. Così ha praticato la solidarietà e, insieme, salvato, per tutti, i servizi di trasporto pubblico e la scuola. Negli ultimi mesi questa comunità è diventata anche capofila di un prestigioso progetto europeo.
Il progetto di accoglienza a Gioiosa è cominciato nel 2013 come ampliamento dello SPRAR di Riace ed è diventato autonomo l’anno successivo. Presto gli ospiti hanno superato i 70 ridando vita a un paese di emigrati. Poi il ridimensionamento degli SPRAR e la crisi: fino a ieri quando c’è stato un piccolo segnale di ripresa.