Il caso Raimo. Colpirne uno per educare gli altri…

In un dibattito Christian Raimo, scrittore e insegnante, contesta il ministro Valditara paragonandolo alla Morte Nera della saga “Guerre stellari”. Ne segue un procedimento disciplinare che ha come sbocco possibile il licenziamento. Tornano alla mente le parole di Piero Calamandrei: «La libertà è come l’aria: ci s’accorge di quanto vale, quando comincia a mancare»… Ecco, sta cominciando.

Volere la Luna, la Palestina e la censura di Facebook

La censura è una regola in tempi di guerra. Lo stiamo sperimentando anche in questo sito, con la rimozione da parte di Facebook di due articoli di Valentina Pazé e di Sergio Labate sulla Palestina. Non ce ne stupiamo, ma segnaliamo come ogni opinione online è oggi monitorata da piattaforme digitali in grado di rimuovere con un semplice click anche le violazioni dei diritti umani. A proposito di libertà di informazione…

Il sogno della destra: cancellare il dissenso e il conflitto

Il disegno di legge sicurezza approvato alla Camera è un tentativo organico di sostituire lo Stato sociale con lo Stato penale e di cancellare il conflitto sociale e il suo ruolo di veicolo di cambiamento. Prima ancora che incostituzionale in alcune disposizioni esso è contro il progetto della Costituzione, che impone alla Repubblica di rimuovere gli ostacoli che si frappongono all’emancipazione personale e sociale.

Kamala Harris tra media e politica

Nel confronto televisivo con Donald Trump, probabilmente destinato a restare unico, Kamala Harris ha mostrato grandi doti retoriche, ha giocato in attacco, ha eluso le domande imbarazzanti, ha ridicolizzato l’avversario mostrandone la debolezza e, soprattutto, ha ribaltato il tavolo presentandosi come “il nuovo” a fronte del “vecchio”. Resta da vedere quanto questo giocherà su quel 28% di elettori fino a ieri incerti sulla sua credibilità.

Se Zelensky ci trascina in guerra

Con l’invasione ucraina del territorio russo nella zona di Kursk si è verificato un salto di qualità nel conflitto tra Federazione russa e Ucraina. L’incursione, priva di rilevanza militare, punta, infatti, a esasperare il conflitto e a indurre la Russia a massimizzare la violenza, provocando così l’ingresso definitivo in guerra della NATO. A fronte di ciò è urgente una mobilitazione delle coscienze per dire no alla guerra, senza se e senza ma.

Il tormentone estivo dei 5Stelle: uno scontro senza contenuti

Mentre il mondo infuoca e tutto procede tragicamente, la politica italiana conferma la sua straordinaria attitudine a trascorrere agosto tra gossip e divorzi. Tra i preannunciati divorzi politici c’è quello tra Grillo e Conte. Una separazione tanto rumorosa quanto inconsistente, in cui nessuno parla di contenuti e di valori ma i protagonisti si accapigliano su questioni che tutto sono meno che politiche.

“Oggi i treni arrivano in orario”

Quest’estate le ferrovie si stanno superando. Ai consueti guasti e alle fermate di Frecce Rosse protratte per ore sotto il sole, si aggiungono i ritardi “programmati” per cantieri. C’è di peggio, si potrebbe dire. Sì, di peggio ci sono le rassicurazioni del ministro Salvini secondo cui tutto va bene e la puntualità è assicurata al 90 per cento. L’importante è continuare a dire – come nel ventennio – che “i treni arrivano in orario”.

Se 700mila firme vi sembran poche

In sole tre settimane sono state raccolte più di 750mila firme a sostegno del referendum abrogativo della legge sull’autonomia differenziata. È un risultato che va al di là delle più rosee previsioni. Ma non basta. Le firme vanno raddoppiate: per aumentare il consenso, per lanciare la campagna referendaria che inizierà nei primi mesi del 2025, per incrinare il fronte della destra, per dare una spallata al Governo.

Ma i giudici sono migliori dei politici?

La maggioranza di governo si accinge a riformare lo status di giudici e pubblici ministeri e a eliminare l’obbligatorietà dell’azione penale. Per correggere – si dice – lo strapotere dei giudici. Ma non di questo si tratta, bensì di una crescente insofferenza della politica per le regole e della ricerca di una garanzia di impunità a costo di sovvertire lo Stato di diritto.

Miracolo

Il miracolo francese e i suoi nemici

La Francia ha fatto il miracolo. Perché la Francia i miracoli li sa fare, la sua storia insegna. Con uno scatto d’orgoglio che noi non sapremmo neppure immaginare, ha fermato l’onda nera che sembrava inarrestabile. Ma ora incomincia un altro gioco, che sarà lungo e duro. Macron, lo sconfitto delle europee e del primo turno, cercherà di neutralizzare la vittoria della sinistra antifascista. E intanto l’onda nera di Le Pen e Bardella è ancora forte nella Francia profonda.