Autonomia differenziata: si va al referendum!

Il quesito per il referendum abrogativo della legge sull’autonomia differenziata è pronto e la raccolta delle 500mila firme necessarie in suo sostegno sta per iniziare. Per votare nella prossima primavera occorre, infatti, depositarle entro il 30 settembre. Poi bisognerà raggiungere il quorum e avere più del 50% dei voti espressi. Ma la raccolta di un imponente numero di firme è il primo passo per raggiungere il risultato.

Dopo la morte di Satnam Singh. Il pasto è servito

La vicenda straziante, disumana, imperdonabile di Satnam Singh, bracciante agricolo abbandonato dal suo datore e morto dissanguato dopo un infortunio sul lavoro che gli era costato un braccio, urla vendetta: non contro un plausibile criminale, ma contro un sistema che tollera, giustifica, alimenta sfruttamento, violenza, dolore di persone invisibili e indifese, pur di consentire un piatto al costo più basso.

Occidente

Europa/Occidente. Il canto stonato delle anatre zoppe

L'”inutile spettacolo” del G7 pugliese ha rivelato a tutti il vuoto profondo che le elezioni europee hanno aperto nel cuore del continente con la doppia débâcle di Macron e Scholz, e più in generale la crisi dell’Occidente. Le sei anatre zoppe e la Dama nera che le ha ospitate hanno ancora la potenza tecnica per distruggere il mondo ma non le idee e la legittimazione per ridurne il disordine.

Elezioni

Elezioni. A che punto è la notte

Domenica 9 giugno è un giorno da segnare nigro lapillo. Per l’Italia e per l’Europa. Il giorno in cui le peggiori destre nostrane e continentali possono vantare una legittimazione popolare che la Storia ha negato loro finora. Ma Giorgia Meloni non ha avuto il trionfo che si attribuisce. La sua è una vittoria in retromarcia. Senza i giovani. Senza le grandi città. Col sostegno di periferie rancorose e isolate. Con un astensionismo senza precedenti.

L’Ungheria è vicina

Mentre la polizia manganella studenti e ambientalisti e trattiene in questura dimostranti e giornalisti durante le manifestazioni, la maggioranza prepara una nuova stretta repressiva prevedendo il carcere fino a venticinque anni per il reato di resistenza in manifestazioni contro le grandi opere. Non basta. La presidente Meloni chiede, in modo sinistramente provocatorio, quali sono le libertà aggredite dal Governo e l’opposizione balbetta.

La separazione tra pubblici ministeri e giudici: un problema politico, non tecnico

Sotto il profilo sistematico la separazione delle carriere e la discrezionalità dell’azione penale possono essere praticabili. Ma, purtroppo, non viviamo nel migliore dei mondi possibile. Se l’insofferenza della politica (e dell’amministrazione) a controlli e regole permane, l’unicità delle carriere e l’obbligatorietà dell’azione penale restano presidi indispensabili del sistema.

Lo strano caso di Marco Tarquinio

Lo strano caso di Marco Tarquinio, candidato nelle liste del Pd, non è affatto uno scandalo. Ma un enigma, forse sì. Escluso che sia il segnale di uno spostamento del partito verso posizioni pacifiste, sembra essere un’ulteriore tappa della trasformazione del partito in fabbrica per la raccolta di voti più che in strumento per l’organizzazione della società e la costruzione di una egemonia.

Dopo il 25 aprile: fuori dalle convenzioni e dai riti

È stato, a Milano, un grande 25 aprile. Persino la questura ha dovuto pronunciare, a denti stretti, il numero di 100mila. C’erano ampie rappresentanze delle organizzazioni sindacali, sociali e politiche, ma a fare da traino erano gruppi eterogenei, uniti da slogan e striscioni inusuali e inediti, inneggianti all’anti-fascismo militante e al sostegno alla Palestina. Non è stato un déjà vu: bisogna saperlo e volerlo leggere.

L’aborto è un diritto (almeno in Francia)

Il 4 marzo 2024 il Parlamento francese ha deliberato l’inserimento in Costituzione del diritto della donna di ricorrere all’interruzione volontaria di gravidanza. Parallelamente in Italia gli ostacoli di fatto all’esercizio di tale diritto vengono integrati con proposte di legge che prevedono pressioni sulla donna, da parte dei sanitari, per indurla a non abortire e la possibilità di ingresso nei consultori di associazioni “pro vita”. Facile cogliere l’impotanza della decisione francese.

Milano, 25 aprile: una mobilitazione per riprenderci identità e voce

Trent’anni dopo il 25 aprile 1994, che pose un argine all’avanzata della destra, è fondamentale ritornare in piazza a Milano. Non per un patetico amarcord o per l’illusione che si ripeta il miracolo di allora. Ma per riprenderci cose che in questi anni abbiamo perduto: l’antifascismo, l’identità, il territorio, la voce. Ci vuole coraggio a misurarsi con quel 25 aprile. Ma, se non lo facciamo, abbiamo già perso.