Il Maggio musicale fiorentino e il senso dell’arte

Due opere del Maggio musicale fiorentino stanno provocando polemiche: “The Death of Klinghoffer” di John Adams, contestata per la sua proposizione mentre è in corso il genocidio del popolo palestinese, e “Macbeth” di Giuseppe Verdi, fischiato per la scelta del regista Mario Martone di inserire un riferimento a Gaza. Sullo sfondo c’è una domanda: l’arte deve essere politica e disposta davvero a sconvolgerci?

Trump e l’utilità politica della guerra

Trump non è un “folle”, ma ha una visione molto lucida dell’utilità politica delle guerre. Di alcune si serve per dire che le chiude. Altre le usa per mostrare che domina il proprio emisfero. E quelle che diventano un problema cerca di usarle come veicolo di una politica interna dell’emergenza per intaccare il nucleo – minimo, ma essenziale – della democrazia.

I molti danni della sinistra al potere

La riforma costituzionale della giustizia è stata scongiurata dal referendum. Ma resta la domanda: come abbiamo fatto a cadere così in basso? Un tentativo di risposta viene da un recente libro di F. Balocco e R. Lupi che ripercorre le malefatte della sinistra al potere dagli anni Novanta ad oggi. C’è anche altro alla base del disastro attuale ma ripercorrere quella storia può essere utile per evitare di ripetere gli stessi errori.

Il grattacielo di Ferrara: una storia paradigmatica

Il grattacielo è il simbolo dell’altra Ferrara. Inaugurato nel 1958, per inserire un elemento di modernità verticale nel contesto di una città fatta di edifici medievali e rinascimentali, e destinato ai ceti medio-alti, è presto diventato insediamento di immigrati e marginali. Aprendo una contraddizione nella città fino allo sgombero, nei mesi scorsi, di 800 famiglie. A dimostrazione della mancanza di politiche lungimiranti.

Israele e il trionfo della morte

“Il Trionfo della Morte” è uno dei dipinti più potenti di Pieter Bruegel il Vecchio. In una visione apocalittica il quadro mostra un mondo invaso da scheletri, che diffonde in modo universale la morte. È l’immagine delle politiche attuali dello Stato di Israele, trasformatosi in una fabbrica di morte diffusa finanche di insulsa gioia. Creando così un vero e proprio esercito di morti, che presto si metterà in marcia contro i suoi carnefici.

Le città non possono morire

Le città, e il loro patrimonio di civiltà, sono a rischio. In Medio Oriente, sotto bombardamenti sistematici e terribili; ma anche in Occidente, a causa della devastazione neoliberista fatta di privatizzazione degli spazi pubblici, cacciata dei vecchi abitanti, speculazioni e via dicendo. Eppure le città non possono morire, per usare le intense parole di Giorgio La Pira al Convegno mondiale di Sindaci di Firenze del 2 ottobre 1955.

Il resistibile fascino delle operazioni militari

Contemporaneamente alle guerre crescono un’informazione e una cultura che esaltano la potenza militare, le tecnologie più avanzate, i combattimenti aerei presentati come interventi e tecniche di precisione chirurgica. In realtà si tratta solo di operazioni che seminano morte in modo indifferenziato. Bisogna respingere le menzogne e tornare a criticare, non dimenticando che gli eserciti sono un pericolo terribile per l’umanità.

Creso

L’infausta profezia di Creso e la fine dell’Impero d’Occidente

Come Creso, ricchissimo ma ottuso re della Licia fraintese la profezia di Delfi e credendo di distruggere l’impero persiano ne fu invece distrutto, allo stesso modo il vertice dell’Impero d’Occidente, decidendo la guerra all’Iran, accelera la crisi che da tempo ne mina le basi. Crisi di costume, di leadership, di cultura, ma soprattutto crisi strutturale che segna un passaggio di egemonia mondiale.

Verso un Libano distrutto e smembrato

Il Libano, abbandonato dai suoi alleati storici (Arabia Saudita e Siria), in situazione di default finanziario e con un Governo debole e incapace di controllare il territorio è di nuovo sotto le bombe di Israele, per ragioni geopolitiche e per interessi personali di Netanyahu. Il rischio è che il sud del paese venga devastato come Gaza e che questa porzione di territorio sia, di fatto, annessa dallo Stato di Israele.