Perché i governanti d’Europa non sanzionano Israele?

Il mondo rotola verso la catastrofe. A spingerlo sono le iniziative sempre più devastanti degli Stati Uniti e di Israele. Spesso non è chiaro chi dei due guida le danze, ma è evidente l’inerzia dell’Europa, che pure avrebbe i mezzi per condizionare e limitare efficacemente la politica di Israele con una adeguata politica di sanzioni (che sarebbe il vero aiuto per il popolo israeliano). Resta incomprensibile perché non lo fa.

Fra un anno si vota: cominciamo a parlarne

Manca poco più di un anno al voto. Saranno elezioni cruciali. Bisogna impedire che vinca la destra. Non ci si può tirar fuori dallo scontro politico. Ma non si può sostenere stancamente un centro sinistra impresentabile in nome del male minore. Occorre individuare e porre sul tappeto le questioni per noi inaggirabili. Poche ma buone. Un piccolo elenco di cose su cui non transigere, ingoiando i rospi di tutte le altre.

Il Sessantotto e noi

Il punto di partenza del Sessantotto – come ci ricorda un libro recente di Romano Luperini e Beppe Corlito – è stata la ribellione contro la guerra del Vietnam e la cappa di autoritarismo e conformismo che essa imponeva ai giovani dell’Occidente. Ancora una volta il rifiuto della guerra può essere la chiave di volta per la nascita di un movimento animato dal sogno di una vita libera, nella gioia e nella fraternità.

Trump, un antipapa da operetta prossimo a scadenza

Messo alle strette a Hormuz, il tycoon, insultando il Pontefice e autoproclamandosi novello Gesù Cristo, si inimica, con il Papa, buona parte dei cattolici degli Stati Uniti che l’avevano votato. Brama una statua d’oro sulla Gaza Riviera, sorseggiando un aperitivo con una spruzzatina di rosso autentico versata direttamente da Bibi, ma non ha ancora capito che già a novembre il suo tempo potrebbe essere scaduto.

Torino. Il rovescio delle “zone rosse”

Le “zone rosse” e l’intensificazione dei controlli di polizia dovrebbero, secondo le intenzioni dichiarate dal Governo, arginare il degrado delle città e dare sicurezza ai cittadini. Il realtà il loro effetto è spesso opposto. Lo dimostra un intervento di militari a volto coperto in un giardino torinese che ha cercato di intimidire gli operatori presenti e impaurito, allontanandoli definitivamente dall’area, bambini, mamme e nonni.

Pedro Sánchez regolarizza 500mila immigrati

In un’Unione europea sempre più orientata alla restrizione dei flussi migratori, la Spagna sceglie una strada controcorrente. Il Governo socialista di Pedro Sánchez ha infatti annunciato un piano di regolarizzazione straordinaria che potrebbe coinvolgere fino a mezzo milione di persone prive di documenti. Il segnale è chiaro: un’altra politica migratoria è possibile, anche nel cuore dell’Europa contemporanea

Repressione: avanti tutta!

È partita la corsa contro il tempo per convertire in legge l’ennesimo decreto in tema di sicurezza e ordine pubblico. Prosegue e si intensifica il processo di trasferimento all’autorità amministrativa della possibilità di limitare ampi settori di diritti e libertà e di restringimento degli spazi di manifestazione e di espressione del dissenso. Il disegno autoritario della destra, contenuto dall’esito del referendum, continua su altri piani.

Volere la Luna in assemblea: identità e progetti

Un cambiamento degli assetti politici e sociali del Paese non è dietro l’angolo. Per prepararlo occorre una grande mobilitazione dal basso, una rivoluzione politica ed etica, pratiche sociali mutualistiche, una cultura non subalterna a quella della destra, l’aggregazione delle molteplici realtà di movimento al di fuori di logiche istituzionali. È un progetto di lungo periodo ma è l’unico praticabile. Noi ci proviamo…

I molti dubbi di costituzionalità del decreto sicurezza

Il decreto legge sicurezza dello scorso febbraio, oggi in corso di conversione, è di dubbia costituzionalità e di evidente irragionevolezza in particolare per quanto riguarda il fermo preventivo, la discrezionalità attribuita alla polizia e la trasformazione della sicurezza in controllo amministrativo del dissenso. Questo, in sintesi, il parere del Consiglio Superiore della Magistratura.

Contro la guerra, alternative concrete al riarmo

La recente proposta di legge di iniziativa popolare istitutiva del Dipartimento della Difesa civile suggerisce alcune considerazioni. Perché non dare alla proposta una dimensione europea? Se le centinaia di miliardi l’anno stanziate dall’Europa per il riarmo fossero utilizzate per sviluppare, investendo sui giovani, i settori alimentare, energetico e informatico le ricadute positive sarebbero estremamente consistenti.