Infortuni sul lavoro: rendere visibile l’invisibile

Gli infortuni mortali sul lavoro aumentano. A volte sono stragi. Molti pensano che con buoni strumenti di vigilanza e di repressione sia possibile un sistema di prevenzione efficace. Ma poco cambierà se non si conosce e aggredisce il sistema della produzione flessibile fondata sul ricatto e sull’arbitrio. Per questo il primo passo è il ripristino della trasparenza delle condizioni di lavoro e delle conseguenti relazioni sociali.

“E la festa continua!” di Robert Guédiguian

Lo spunto è l’elezione del primo sindaco donna di Marsiglia, Michèle Rubirola, sostenuta dalle forze di sinistra riunite, dopo 25 anni di governo delle destre. Ma è solo lo spunto. “E la festa continua!” è la festa è ogni giorno, l’attitudine dei personaggi ad agire sperando l’insperabile, perché, come sosteneva Eraclito, «chi non spera l’insperabile non lo scoprirà».

La sinistra sedotta dalla guerra

Non è solo oggi che la sinistra è sedotta dal nazionalismo e dalla guerra. Basta rileggere le parole di Rosa Luxemburg dopo che la socialdemocrazia tedesca, rinnegando se stessa, aveva approvato i crediti di guerra e legittimato l’entrata nella prima guerra mondiale della Germania. La situazione è profondamente cambiata ma resta la cecità della sinistra, questa volta di fronte all’intreccio tra capitalismo, tecnica e guerra.

L’arte abbandonata della memoria

L’arte della memoria, celebrata dai classici, sembra una cosa d’altri tempi. Oggi sono molto pochi quelli che la cotivano e c’è un ricorso quasi esclusivo alla memoria artificiale, cioè alla conservazione delle informazioni affidata a supporti elettronici (smartphone, hard disk, touch screen e quant’altro). Ma ciò rischia di essere una “trappola collettiva”.

Trenta domande sull’auto elettrica

L’auto elettrica non è oggi per tutti, ma è una prospettiva concreta e realistica. Che pone dubbi e interrogativi. Ad essi è dedicato il dossier “30 domande sull’auto elettrica. Tutte le risposte (e i falsi miti) sulla nuova mobilità” curato da Alleanza Clima Lavoro. Una lettura semplice ma ricca di riferimenti articolata in tre sezioni: domande pratiche, domande sulla tecnologia e domande sull’industria.

Milano, 25 aprile: una mobilitazione per riprenderci identità e voce

Trent’anni dopo il 25 aprile 1994, che pose un argine all’avanzata della destra, è fondamentale ritornare in piazza a Milano. Non per un patetico amarcord o per l’illusione che si ripeta il miracolo di allora. Ma per riprenderci cose che in questi anni abbiamo perduto: l’antifascismo, l’identità, il territorio, la voce. Ci vuole coraggio a misurarsi con quel 25 aprile. Ma, se non lo facciamo, abbiamo già perso.

Auto. La fuga di Stellantis e la risposta operaia

Meno di 20 anni fa a Mirafiori si producevano 213mila auto all’anno. Nel 2023 si è scesi a 85mila. Intanto gli occupati si sono dimezzati (passando da 24mila agli attuali 12mila) e il ricorso agli ammortizzatori sociali è diventato regola. Di fronte a questa fuga di Stellantis da Torino e dall’Italia, lo sciopero e la grande manifestazione del 12 aprile sono un primo passo che le istituzioni non possono ignorare.

La crisi climatica, le nonne, i giudici

Nei giorni scorsi la CEDU ha stabilito che il Governo svizzero ha violato i diritti umani di un gruppo di cittadine riunite nell’associazione “Anziane per il clima”. È la prima volta che la Corte annovera il diritto a un clima stabile tra i diritti umani. Ed è significativo che lo abbia fatto decidendo sul ricorso di un gruppo di anziane signore: una integrazione del “mondo salvato ai ragazzini”.