Margherita Mo – Meghi: una donna senza tempo

Margherita Mo – Meghi staffetta partigiana: «Mettere a rischio la propria vita per salvarne altre, penso sia stato un atto generoso, dovuto per una giusta causa. Io l’ho fatto, lo rifarei ancora. In fondo noi ci siamo ripresi la libertà, la nostra libertà, quella libertà che ci avevano rubato e per questo dico ai giovani: “Vegliate, perché c’è sempre qualcuno che ve la potrebbe riprendere e ricordate: niente è per sempre!”».

Occorre reagire. Non possiamo aspettare ancora

Il 25 aprile è appena trascorso, ma l’antifascismo – ci ricorda Gastone Cottino nel piccolo e prezioso volume “All’armi son fascisti!” – deve essere pratica quotidiana. La continuità tra il fascismo di ieri e il fascismo di oggi è nelle cose, nei simboli, nelle ascendenze ma ancor più negli interessi rappresentati. Occorre esserne consapevoli e reagire. Subito, perché non possiamo aspettare ancora.

Il 1° maggio che ci attende

Che 1° maggio sarà, quello che ci attende? Se il 25 aprile smette di essere la festa della Liberazione per trasformarsi nella festa della libertà, come da anni pretende la destra, allora il 1° maggio potrebbe diventare la festa neutrale dei lavoratori e dei padroni. Le premesse ci sono tutte. Per contrastare un simile esito bisognerà tornare ai valori su cui è nata la festa del primo maggio: solidarietà, pace e internazionalismo.

“Giorgia”: una candidatura e quattro inganni

Giorgia Meloni “scende in campo” per le elezioni europee cumulando, insieme, quattro inganni: si candida come capolista in ogni circoscrizione a puro titolo di “acchiappavoti”, sottrae tempo ed energie all’attività di governo, indebolisce la componente femminile delle proprie liste, corona l’operazione chiedendo un voto con il solo nome di battesimo così rivelando un delirio populistico da caudillo sudamericano.