Boicottare le Università israeliane?

Le Università israeliane sono da sempre impegnate – con una partecipazione diretta, con un’attività di ricerca e con un sostegno culturale e giuridico – nella mobilitazione bellica del Paese contro i palestinesi. Per questo molti, in Occidente, chiedono un aperto boicottaggio nei loro confronti. Ma c’è chi teme che così si isolerebbe ulteriormente la piccola parte della comunità accademica che cerca di opporsi.

Israele. Docenti contro: tra isolamento e repressione

Due dozzine di accademici di Università israeliane hanno firmato una petizione nella quale si afferma che Israele sembra essere colpevole di genocidio e si chiede agli Stati Uniti di smettere di sostenerlo nella guerra a Gaza. Gli studenti di un college hanno chiesto, per questo, il licenziamento di un loro docente, Regev Nathansohn, e la direzione del college ne ha disposto il collocamento in congedo non retribuito.

Margherita Mo – Meghi: una donna senza tempo

Margherita Mo – Meghi staffetta partigiana: «Mettere a rischio la propria vita per salvarne altre, penso sia stato un atto generoso, dovuto per una giusta causa. Io l’ho fatto, lo rifarei ancora. In fondo noi ci siamo ripresi la libertà, la nostra libertà, quella libertà che ci avevano rubato e per questo dico ai giovani: “Vegliate, perché c’è sempre qualcuno che ve la potrebbe riprendere e ricordate: niente è per sempre!”».

Occorre reagire. Non possiamo aspettare ancora

Il 25 aprile è appena trascorso, ma l’antifascismo – ci ricorda Gastone Cottino nel piccolo e prezioso volume “All’armi son fascisti!” – deve essere pratica quotidiana. La continuità tra il fascismo di ieri e il fascismo di oggi è nelle cose, nei simboli, nelle ascendenze ma ancor più negli interessi rappresentati. Occorre esserne consapevoli e reagire. Subito, perché non possiamo aspettare ancora.

Il 1° maggio che ci attende

Che 1° maggio sarà, quello che ci attende? Se il 25 aprile smette di essere la festa della Liberazione per trasformarsi nella festa della libertà, come da anni pretende la destra, allora il 1° maggio potrebbe diventare la festa neutrale dei lavoratori e dei padroni. Le premesse ci sono tutte. Per contrastare un simile esito bisognerà tornare ai valori su cui è nata la festa del primo maggio: solidarietà, pace e internazionalismo.

“Giorgia”: una candidatura e quattro inganni

Giorgia Meloni “scende in campo” per le elezioni europee cumulando, insieme, quattro inganni: si candida come capolista in ogni circoscrizione a puro titolo di “acchiappavoti”, sottrae tempo ed energie all’attività di governo, indebolisce la componente femminile delle proprie liste, corona l’operazione chiedendo un voto con il solo nome di battesimo così rivelando un delirio populistico da caudillo sudamericano.

Stellantis senza freni

Contemporaneamente all’azzeramento del lavoro reale a Mirafiori, gli azionisti di Stellantis hanno fissato in 36,5 milioni di euro l’anno lo stipendio del Ceo Carlos Tavares, con un aumento del 56% rispetto al 2022. Tavares guadagna così 1.200 volte quello che percepisce un suo operaio. Inutile cercare altrove le ragioni della crisi: il capitalismo attuale non è interessato a venire a patti.

Ponte di Messina, dalla commedia alla farsa

Sembra una commedia di Plauto. Ministri e politici vari resuscitano, dopo 10 anni, il progetto, bocciato in tutte le sedi, di un ponte ad unica campata, a doppio impalcato, lungo 3,3 km, sorretto da due torri di 400 metri di altezza, da realizzare in una delle aree a maggior rischio sismico e di turbolenza per i venti del Mediterraneo. Naturalmente a esclusivo beneficio di società private.