Con Mimmo Lucano e con Riace

Il processo a Mimmo Lucano ha assunto fin dall’inizio connotazioni politiche inaccettabili. È un pericolo per tutti e per la stessa idea di accoglienza. Muove da questa consapevolezza un appello a organizzare in tutto il Paese manifestazioni pacifiche e democratiche per fare sentire vicinanza a Mimmo e totale condivisione del “progetto Riace” e della sua impostazione.

Il ministro del merito e la paga degli insegnanti

Ostinati e in direzione contraria, per parafrasare De André, sono oggi gli insegnanti, rimasti una delle poche istituzioni che si assumono la responsabilità di fronteggiare la fragilità dei giovani. Questo è il loro vero compito, uguale ovunque. E per questo non sono il costo della vita o la mancanza di servizi essenziali di un qualsiasi centro urbano a doverli differenziare nella veste retributiva.

Sanità: no all’autonomia regionale differenziata

Per la sanità il fallimento della regionalizzazione è già oggi macroscopico e inconfutabile. L’avvento dell’autonomia regionale differenziata produrrebbe una ulteriore balcanizzazione della sanità pubblica con crescita a dismisura di disuguaglianze e disfunzioni. Per questo non bastano le correzioni: l’operazione deve essere contrastata nella sua interezza, senza se e senza ma.

La questione delle abitazioni in Italia

Dopo una parabola lunga un secolo la questione abitativa per le fasce più povere è ben lontano dall’essere risolta. L’accesso alla casa, a un ricovero sicuro e dignitoso per sé e per i propri cari, è un diritto basilare, quello che rende praticabili tutti gli altri (libertà, salute, lavoro, istruzione ecc.). Ma la relativa sfida non sembra essere raccolta né dalla politica né dalle nostre scuole di architettura.

Elezioni e dintorni: uno scenario post-apocalittico

Lo scenario è post-apocalittico. Abitato, ma dai morti. Che raccontano di essere vivi, brindando a una minima variazione elettorale. I vivi sono nascosti, attendono. Che nel deserto spunti un segno, un fiore, una goccia d’acqua, un po’ di vento. Per uscire dai loro rifugi e respirare il profumo di quella grande utopia che è stata la democrazia liberale. Un posto che sapeva di vita, non di morte.

Di guerre e di terremoti: tra geopolitica e geofisica

Le stesse potenze mondiali inerti sull’assurdo massacro in Ucraina si affrettano a soccorrere le popolazioni colpite dal sisma che ha distrutto Turchia e Siria. Insomma, con una mano si uccide, con l’altra si salva. E come le macerie, anche le vittime sono sempre le stesse. Sono le contraddizioni di un’umanità che ondeggia e si infrange senza logica tra un disastro geofisico e una crisi politico-economica.

Tutelare la salute ma non troppo…

Parlamento e Corte costituzionale, parlano, a proposito dell’Ilva, di bilanciamento tra salute ed esigenze produttive. Ma come? Mettendo in conto 5 morti invece di 500? Difficile pensarlo soprattutto dopo che la Costituzione è stata modificata prevedendo che «la Repubblica tutela l’ambiente» e che «l’iniziativa economica privata non può svolgersi […] in modo da recare danno alla salute e all’ambiente».

Il Festival del narcisismo: tenerne lontani i minori

Sanremo 2023 passerà alla storia – si fa per dire – come il festival del controverso messaggio di Zelensky e delle intemperanze di Blanco. Apprezzati dai più sono stati, invece, i monologhi della giornalista Francesca Fagnani e dell’influencer Chiara Ferragni. A torto ché di performance narcisistiche e conformiste di marca vagamente progressista tra lustrini e abiti di Dior non si sentiva davvero il bisogno.

Chi non vuole lavorare?

Il lavoro – dicono – c’è ma manca chi lo vuole fare. E citano anche gli esempi: il ristoratore che non trova camerieri, l’imprenditore che chiude l’attività per mancanza di manodopera, la coppia che si licenzia per fare il giro del mondo, l’impiegato che non risponde alle mail fuori orario… Ma perché non si guarda, invece, alle condizioni occupazionali: la stabilità, la sicurezza, la giusta retribuzione?