Verso un Libano distrutto e smembrato

Il Libano, abbandonato dai suoi alleati storici (Arabia Saudita e Siria), in situazione di default finanziario e con un Governo debole e incapace di controllare il territorio è di nuovo sotto le bombe di Israele, per ragioni geopolitiche e per interessi personali di Netanyahu. Il rischio è che il sud del paese venga devastato come Gaza e che questa porzione di territorio sia, di fatto, annessa dallo Stato di Israele.

Nel Rojava assediato il popolo kurdo ritrova l’unità

In questi giorni, mentre le forze turco-siriane, protette da Stati Uniti ed Europa, si scatenano per distruggere l’autonomia confederale del Rojava e per annientarne la popolazione, emerge la straordinaria unità del popolo kurdo. Ogni distinzione è spazzata via e i Kurdi accorrono dall’Iraq, dalla Siria, dalla Turchia e dalla diaspora. Per questo la speranza non muore e a Kobane assediata e affamata si parla ancora di libertà.

Siria. Vacilla l’accordo tra governo e Kurdi

Un paio di settimane fa l’Amministrazione Autonoma della Siria del Nord-Est ha sottoscritto un accordo con Aḥmad Ḥusayn al-Shara, principale esponente del nuovo Governo in Siria, finalizzato all’integrazione delle proprie istituzioni nello Stato siriano (nel quadro di un processo di ricomposizione e unificazione del Paese). Ma al momento le procedure sembrano essersi arenate e gli accordi potrebbero risultare lettera morta.

Il Rojava e la difesa della diga di Tishrin

Dopo la caduta di Assad, cresce, in Siria, il ruolo della Turchia, intenzionata a eliminare il popolo kurdo e a distruggere Kobane, il suo simbolo. Il compito è stato affidato all’Esercito Nazionale Siriano che dal 7 gennaio attacca la diga Tishrin. L’obiettivo è distruggerla, superare l’Eufrate e arrivare a Kobane. Ma da allora migliaia di Kurdi, con le donne in prima fila, presidiano la diga, giorno e notte.

Siria, frontiere innaturali e insanguinate

La configurazione del Medio Oriente fatta dalle potenze coloniali nel ’900 ha creato le divisioni alla base dei conflitti odierni. Dopo anni di repressione e guerre, la Siria rischia di essere smembrata dalle forze che se ne contendono i territori. Per ora l’unico fatto certo è che aerei israeliani bombardano impunemente la Siria e le loro truppe occupano altre terre aldilà del Golan per non restituirle mai più, in spregio alle Nazioni Unite.

La Siria e le incerte prospettive delle minoranze

La caduta del sanguinario regime di Assad, propiziata da un gioco di squadra tra Tel Aviv e Ankara, apre per la Siria prospettive incerte. In particolare per le minoranze. L’uomo forte del nuovo regime, al-Jolani, è, infatti, un fondamentalista salafita su cui ancora pende una taglia Usa di 10.000 dollari e la Turchia, sua mentore, cerca di cogliere l’occasione per cancellare la presenza kurda nel Rojava e annetterne il territorio.