Ricordiamoci di Rojava!

Non ha senso fare gli indovini su cosa succederà in Siria, in una situazione che sta rimescolando i profondi disequilibri già esistenti. Ma è chiaro il pericolo che corre l’esperienza civile e democratica di Rojava e del popolo kurdo, sotto attacco da parte delle milizie filoturche e della stessa Turchia. Spetta anche alla comunità internazionale, oggi in preoccupante silenzio, preservarla e salvaguardarla

Siria. Un nuovo massacro del popolo curdo

Dal 26 novembre, la regione di Aleppo è al centro di un’escalation militare senza precedenti, con l’offensiva congiunta delle milizie islamiste di Hay’at Tahrir al-Sham e dell’Esercito Nazionale Siriano sostenuti dal Governo turco. Riprende il massacro e l’esodo di civili e, soprattutto, dei curdi rifugiatisi nella regione. È a rischio la stessa esistenza del popolo curdo. Solo la solidarietà internazionale può salvarlo.

Come la morte sopravvive alla guerra

Secondo il Segretariato della Dichiarazione di Ginevra del 2008, il rapporto tra le morti indirette e quelle dirette è, nelle guerre contemporanee, di 4 a 1 (con picchi più elevati quando la popolazione interessata è povera). Un rapporto coordinato dall’antropologa Stephanie Savell quantifica in 3,6-3,7 milioni le morti indirette (soprattutto di donne e bambini) nei conflitti in Iraq, Afghanistan, Pakistan, Siria e Yemen.

Le migrazioni fra noi

Un dossier composto da 22 schede infografiche sulle migrazioni. Con molti dati esposti in modo facilmente accessibile e con alcune (apparenti) sorprese. Ad esempio il fatto che il numero di immigrati stranieri in Italia è pari a quello degli emigrati italiani all’estero, e che il contributo dei migranti alla nostra economia è imponente.

Accade in Libano

“Thawra”, la Rivoluzione oggi in corso, inaugura una nuova storia in Libano. E’ la prima volta in cui le profonde partizioni religiose si sono unite mettendo da parte, almeno per il momento, le divisioni storiche. E alla guida delle grandi manifestazioni pacifiche, le donne.