Combattere l’antisemitismo o il pensiero critico?

Il disegno di legge per il contrasto all’antisemitismo è stato depurato, nel dibattito al Senato, delle misure penali e disciplinari più discutibili ma sono rimasti fermi l’impianto complessivo e il recepimento della controversa definizione di antisemitismo dell’Alleanza internazionale per la memoria dell’Olocausto. Così è forte il rischio che ad essere perseguito non sia l’odio razziale ma il dissenso e la critica al governo di Israele.

Il terrorismo dimenticato di Israele

Il terrorismo in Palestina non nasce, come vorrebbe una diffusa vulgata, con Hamas. A praticarlo, sin da un secolo fa, sono state diverse organizzazioni paramilitari sioniste, a cominciare dalla Banda Stern, dalle cui fila sono usciti capi del Governo israeliano come Yitzhak Shamir e Menachem Begin. Ed è una pratica che perdura tuttora con l’assassinio politico di leader palestinesi in patria, nei paesi vicini e anche in Europa.

Il sogno di Israele: annientare i palestinesi

Prima il genocidio, poi la minaccia di occupare l’intera striscia di Gaza. Ma dove vuole arrivare Israele? La risposta è drammaticamente semplice: all’annientamento dei palestinesi, come proclamato dai padri storici del sionismo secondo i quali, letteralmente, “i palestinesi non esistono”. Tutto sta scritto, sin dal 1948, nelle parole, tanto profetiche quanto inutili, di due ebrei illustri come Einstein e Hannah Arendt.

Israele come Abramo

C’è, al fondo dell’annientamento del popolo palestinese, un che di culturale, che riporta l’ebraismo alle radici, al sacrificio, da parte di Abramo, del figlio Isacco. Ma allora Dio inviò un angelo a impedire quel sacrificio insensato mentre oggi, in questo martoriato angolo di mondo, di angeli non se ne vedono e tanto meno divinità capaci di sventare disastri. Si consumano così un’assurda tragedia e il suicidio di Israele.

La fine del Giudaismo

Gli ebrei sono, insieme agli zingari, il solo popolo che, storicamente, ha rifiutato la forma Stato, non ha condotto guerre e non si è macchiato del sangue di altri popoli. Negando l’esilio e la diaspora, il Sionismo ha, dunque, tradito l’essenza del Giudaismo. E questo tradimento ha prodotto l’esilio dei palestinesi e ha portato lo Stato d’Israele a identificarsi con le forme più estreme e spietate dello Stato-nazione.

“Dalla parte di Abele”, anche a Gaza. Appello di un gruppo di evangelici italiani

Quanto sta accadendo a Gaza è di una gravità inaudita. L’equidistanza, in questi giorni di strage, non è più possibile perché ha il solo effetto di avallare le scelte del più forte. Per questo, come cristiani evangelici, non possiamo tacere. L’azione militare in corso a Gaza, ma anche in Cisgiordania, è sproporzionata, crudele, disperata.

Edward Said, preludi alla trappola di Gaza

Gli scritti di Edward Said di 20 anni fa sulla Palestina sono quanto mai attuali. Fin da allora Said denunciava l’impraticabilità, dopo il fallimento degli accordi di Oslo, del progetto di due Stati e l’impossibilità, prodotta dalla politica di Israele, di un solo Stato con parità di diritti per tutti. Le sue analisi non sono state ascoltate e l’acritica adesione dell’Occidente alla narrazione sionista ha portato all’attuale situazione senza sbocchi.

Orientalismo e sionismo per giustificare un genocidio

Ad essere in gioco oggi non è l’esistenza di Israele ma la sopravvivenza del popolo palestinese. Eppure, in Occidente, la realtà viene rovesciata. Così la critica alle politiche di Israele è bollata come antisemitismo, contro cui si coalizzano le estreme destre neo e post fasciste pronte a manifestare contro la barbarie islamica. Con effetti devastanti anche per le nostre culture e la nostra pedagogia democratica.

2024: nuovi venti di guerra da Israele

Che anno sarà il 2024? Fare la pace in Medio Oriente significherebbe fare nascere un vero Stato palestinese sulla porzione di Palestina storica ancora non formalmente israeliana. Ma è un’impresa impossibile senza un impegno dell’Occidente di cui non si vede traccia. Così il rischio è un’estensione del conflitto con una guerra aperta tra Israele e Iran. Le premesse ci sono tutte.

Gaza. La guerra non è contro Hamas, è contro i palestinesi

Il sionismo si è mosso fin dagli albori con l’obiettivo di una nazione ebraica che escluda i palestinesi. Ma la terra non era senza popolo. Gli autoctoni c’erano e ci sono. La “disgrazia” dei palestinesi – o la loro “colpa” – era (ed è) quella di vivere su una terra che è la loro e di non volerla abbandonare. Di qui la loro disumanizzazione e un colonialismo “di insediamento” fondato sulla loro sostituzione.