Iran. La guerra non può essere vinta, ma solo allargata

La guerra scatenata contro l’Iran dall’asse Usa-Israele, non può essere vinta. Per le caratteristiche dell’Iran che è, insieme, Stato e movimento di resistenza diffuso. La guerra convenzionale nei suoi confronti non funziona. Ogni bomba che cade rafforza la narrativa della forza dell’Iran e dell’indegnità del nemico. Ogni martire consolida il pantheon. Ogni banca colpita dimostra ai poveri da che parte sta l’oppressore.

Ripartire dalle città e dal mutualismo

A Minneapolis l’intera città reagisce contro la caccia ai migranti della milizia di Trump. È un esempio illuminante. Ovunque, nel mondo, le libertà, i diritti, l’ambiente sono sotto attacco. La risposta deve essere coordinata, in modo che le relative resistenze si rafforzino tra loro. Senza deleghe, ma contando sulle proprie forze. Quali? Quelle del “mutuo appoggio”, le sole a disposizione: ricominciamo da lì.

Un libro felicemente illegale

Ormai la maschera è caduta e le democrazie occidentali – l’Italia tra esse – rivelano senza pudore il loro volto autoritario e repressivo. Lo segnala un recente volume a più voci, un glossario di “parole che insidiano la sicurezza” dal significativo titolo “Questo libro è illegale”, che ha il pregio di unire, alla precisione della denuncia, un elenco di buone pratiche di resistenza/ribellione (dalla disobbedienza al boicottaggio).

L’antisemitismo non abita a sinistra

Il dato è inoppugnabile: l’antisemitismo e le leggi razziali sono nel Dna della destra, mentre in quello della sinistra c’è l’antifascismo, alla cui affermazione hanno contribuito molti ebrei, a cominciare da personalità del calibro di Leone Ginzburg, Vittorio Foa, Carlo Levi, Nello Rosselli. Coerente con l’antifascismo è, invece, la critica al sionismo, fonte di una politica coloniale e, addirittura, della pulizia etnica del popolo palestinese.

Contro la barbarie ci restano la cultura e l’umanesimo

Era il 1969 e Luciano Bianciardi, in una graffiante corrispondenza da Tel Aviv, svelava con la consueta lucidità l’operazione in atto di annientamento della Palestina. Solo gettando l’ancora nel passato si può capire il presente e magari scoprire che – come sostiene Daniel Baremboim – l’umanesimo è l’unica (e l’ultima) resistenza che abbiamo contro le pratiche disumane e le ingiustizie che sfigurano la storia umana.