Stati Uniti: arrestati per dissenso!

Negli Stati Uniti lo scontro tra il presidente Trump e il sistema di regole che disciplina i rapporti tra i poteri ha raggiunto livelli inauditi. Da ultimo, il rifiuto di collaborare con il governo nella caccia ai migranti ha provocato l’arresto di un sindaco e di un giudice e il taglio dei fondi federali ai comuni renitenti. La più antica democrazia del mondo sta subendo una virata autoritaria in cui nessuno può più sentirsi al sicuro.

25 aprile 2025: la posta in gioco

Senza ripudio della guerra e rifiuto del riarmo, senza solidarietà e accoglienza dei migranti perseguitati nei loro paesi, senza una ferma opposizione alle limitazioni delle libertà di riunione e di manifestazione, senza una difesa intransigente dell’assetto costituzionale non c’è 25 aprile, non c’è festa della Liberazione. C’è, al contrario, una svolta autoritaria. Guai a dimenticarlo o sottovalutarlo.

No al femminicidio e no all’ergastolo

Da sempre, nel nostro paese, l’impegno istituzionale contro il femminicidio prevede risposte disorganiche e punitive, senza alcuna strategia strutturale di lotta preventiva al modello culturale e sociale che lo alimenta. Nella stessa logica si muove la proposta di introdurrre un reato ad hoc puntito con l’ergastolo: proposta illusoria e ingannevole che, per ribaltare il patriarcato, si appoggia su di esso e sul suo strumentario.