Il vittimismo della ministra e la “confusione” tra contestazione e censura
Stampa e politica insorgono e chiamano censura la contestazione di alcune ragazze a una ministra che vuole parlare in adorante silenzio. In questo mondo al contrario di stampo orwelliano il Governo è censurato dai collettivi, i ministri sono vittime degli adolescenti, la contestazione è terrorismo, la manifestazione del pensiero un abuso.
