Non si possono tenere insieme Berlinguer e Veltroni. Un consiglio per Elly Schlein

La riemergente questione morale è, in realtà, una questione squisitamente politica, nata con la trasformazione dei partiti in macchine per occupare lo Stato. Per il Partito democratico (e i suoi predecessori) tale trasformazione è intervenuta con l’affermarsi della convinzione di non dover più rappresentare una parte, ma tutti. Senza sciogliere questo nodo, cara Schlein, per il Pd non c’è futuro né salvezza.

«Ringraziate i ragazzi che scendono in piazza e non hanno paura!»

«A Pisa il 23 febbraio non c’è stato nessuno scontro. Siamo stati picchiati e basta. Mentre eravamo pacifici, disarmati e con le mani alzate. E voi, rappresentanti della politica, state coprendo tutto questo, invece di chiedere, prima di tutto, scusa. Ma noi siamo ancora qua, non abbiamo paura e continueremo a lottare per un paese migliore. Con il vostro atteggiamento ci avete dato un motivo in più per scendere in piazza».

La “primavera di Catania”: un caso di postdemocrazia?

C’è stato un periodo, nell’ultimo decennio del secolo scorso, in cui il governo della sinistra a Catania sembrò aprire una stagione di rinnovamento dell’intero Paese. Non è andata così: per ragioni specifiche, ma anche per una incapacità strutturale della sinistra di socializzare la capacità di governo, di dialogare con i cittadini e di far comprendere la necessità di non fermarsi all’oggi ma di investire sul futuro.

Disuguaglianza. Il potere al servizio di pochi

Il report di Oxfam Italia diffuso nei giorni scorsi è esplicito: la ricchezza dei cinque miliardari più ricchi al mondo è più che raddoppiata, in termini reali, dall’inizio di questo decennio, mentre la ricchezza del 60% più povero dell’umanità non ha registrato alcuna crescita. Ciò non per caso ma per scelte (o non-scelte) della politica. Siamo, dunque, a un bivio: continuare irresponsabilmente su questa strada o cambiare direzione.

Meglio Salvini che Norberto Bobbio o Liliana Segre?

Il Governo ha varato il progetto di riforma della Costituzione per dar vita alla terza Repubblica. Vengono, tra l’altro, aboliti i senatori a vita di nomina presidenziale. Invece di Bobbio e di Liliana Segre avremo solo tanti cloni di Salvini. Resta da chiedersi come mai, nominati per nominati (ché tali sono di fatto, e dai partiti, gli attuali senatori), non si sia privilegiato, una volta tanto, il merito.

Cercare la felicità pubblica: un’esperienza

Senza partiti non c’è democrazia ma i partiti sono all’ultimo posto nella fiducia degli italiani. Certo, la personalizzazione della politica ha scalzato la dimensione organizzata ma il distacco tra i partiti e il “fermento sociale” diffuso nel Paese è anche dovuto al disinteresse di quest’ultimo a mettersi in gioco dentro le istituzioni. Un cambiamento è necessario ché la felicità pubblica non si raccoglie sugli alberi, come le mele mature…

Pratiche che aiutano a passare la nottata

Accogliere dei migranti nel porto di Livorno. Siamo felici: di una felicità, forse, strampalata. Ma vale la pena sentirsi umani fra gli umani. Può aiutare a passare la nottata. E hanno senso le pratiche più che i discorsi o le tessere. Locande, circoli, tende, invece che sezioni di partito. Non ci sarà un soggetto politico da votare domani, forse, ma quel tessuto di relazioni può costruire almeno una forma di resistenza nella polis.