L’Europa e la convenienza della pace

I governanti europei preparano la guerra, anche se il solo ipotizzarla, contando su una campagna di manipolazione e di menzogne e inventando qualche provocazione per aizzare l’odio contro il nemico, è una assoluta follia. Sembra difficile oggi staccarsi dall’abbraccio servile come UE, ma si può. La Spagna mostra la strada. Cacciare il governo Meloni costituirebbe un buon passo per farlo anche noi.

Ripartire dalle città e dal mutualismo

A Minneapolis l’intera città reagisce contro la caccia ai migranti della milizia di Trump. È un esempio illuminante. Ovunque, nel mondo, le libertà, i diritti, l’ambiente sono sotto attacco. La risposta deve essere coordinata, in modo che le relative resistenze si rafforzino tra loro. Senza deleghe, ma contando sulle proprie forze. Quali? Quelle del “mutuo appoggio”, le sole a disposizione: ricominciamo da lì.

Un libro felicemente illegale

Ormai la maschera è caduta e le democrazie occidentali – l’Italia tra esse – rivelano senza pudore il loro volto autoritario e repressivo. Lo segnala un recente volume a più voci, un glossario di “parole che insidiano la sicurezza” dal significativo titolo “Questo libro è illegale”, che ha il pregio di unire, alla precisione della denuncia, un elenco di buone pratiche di resistenza/ribellione (dalla disobbedienza al boicottaggio).

La destra e il diritto penale dell’insicurezza

L’obiettivo della destra è un diritto penale illiberale, piegato alle diverse emergenze, esteso all’infinito, segnato da una marcata criminalizzazione di migranti, marginali e ribelli e da un’ampia impunità per i poteri forti. È, a ben guardare, un diritto che accresce, anziché ridurre, l’insicurezza sociale ma rappresenta il necessario complemento dei progetti di revisione dell’assetto istituzionale in senso autoritario.

La guerra e la costruzione del nemico

La costruzione del nemico è da sempre una strategia fondamentale nelle guerre, impiegata indifferentemente da aggressori e aggrediti, paesi democratici o autocratici e, naturalmente, dai media schierati dalla parte dei governi. Un ruolo importante in essa ha l’evocazione di armi segrete, poco importa se vere o presunte (come emerso clamorosamente nel 1993 in Iraq). Non sfugge alla regola l’attuale guerra in Ucraina.

Contro il riarmo dell’Europa. Il tempo è ora!

Come un sol uomo, l’establishment occidentale – non solo governi e partiti, ma anche media, Università e antichi protagonisti della contestazione sessantottina – invoca la militarizzazione dell’Europa in vista della guerra. Spetta a noi, uomini, donne e movimenti, potare contraddizioni e disgregazione in quel furore bellico in nome della volontà di pace che percorre i popoli. Il tempo è ora!

Il Venezuela nel mirino di Trump

Il Venezuela è nel mirino di Trump che minaccia un intervento armato. Il copione è collaudato e si avvale della costruzione di false prove per ingannare l’opinione pubblica. Questa volta l’affermazione è che il Venezuela è uno “Stato canaglia” che minaccia l’integrità fisica e morale della repubblica a stelle e strisce inondandola di droga. Difficile non riandare alle armi di distruzione di massa di Saddam Hussein…

Psicologia è pace? Riflessioni in tempi di guerra

“Psicologia è pace. Costruire ponti non muri”: è il titolo scelto dall’Ordine degli psicologi per la Giornata Nazionale della Psicologia 2025. Titolo avvincente, ma lontano, purtroppo, dagli atteggiamenti più diffusi tra gli operatori del settore in cui prevalgono l’incentivazione alla diffidenza o addirittura all’inimicizia verso l’altro e la propensione a curare i danni della guerra anziché a creare un clima idoneo a prevenirla.

Retorica e realtà della guerra

I partigiani, pur costretti a impugnare le armi, definirono la guerra “un male assoluto”. Al contrario, nella concezione fascista, la guerra era considerata come “destino sacro della nazione”, necessaria alla rigenerazione spirituale e morale del popolo. Questa idea torna a risuonare oggi e c’è chi parla della guerra come imperativo per le “nazioni giuste”, impegnate contro il nemico di turno, per definizione ingiusto .