Il sogno della destra: cancellare il dissenso e il conflitto

Il disegno di legge sicurezza approvato alla Camera è un tentativo organico di sostituire lo Stato sociale con lo Stato penale e di cancellare il conflitto sociale e il suo ruolo di veicolo di cambiamento. Prima ancora che incostituzionale in alcune disposizioni esso è contro il progetto della Costituzione, che impone alla Repubblica di rimuovere gli ostacoli che si frappongono all’emancipazione personale e sociale.

“Repubblica” e la felicità della trincea

«Con i soldati ucraini al di là del confine: “Felici di guidare un tank in Russia”». Così titola “la Repubblica”, incurante del fatto che ogniqualvolta la guerra viene sublimata agitando i toni della fascinazione estetica, si finisce in una regressione di civiltà. Le invettive di Dante nella nona bolgia dell’ottavo cerchio dell’“Inferno” sembrano dimenticate in un’Italia penetrata da una cultura dal gusto vagamente fondamentalista.

Cospito e non solo: il vero volto della destra

Il ministro Nordio ha deciso: Alfredo Cospito deve morire e il 41 bis non si tocca. Sempre più la vicenda appare l’intreccio scolastico di un dramma individuale e di una stagione politica dalle prospettive inquietanti. Certo la decisione del ministro guardasigilli è uno spartiacque tra il moderatismo dei primi mesi del Governo Meloni e il passaggio attuale, in cui riemergono i fantasmi del fascismo classico.

Gli anarchici e l’ordine costituito

Si susseguono gli interventi repressivi sproporzionati nei confronti di appartenenti all’area anarchica, alla quale viene anche attribuita una particolare pericolosità sociale nelle relazioni dei servizi segreti. Ma cosa sta accadendo? Gli anarchici sono davvero un pericolo per l’incolumità pubblica o non piuttosto gli apripista per una ristrutturazione in chiave autoritaria degli spazi di agibilità politica?

La NATO e la sindrome del dottor Stranamore

Con il summit di Madrid del 29-30 giugno la NATO si è definitivamente trasformata da alleanza politico-militare in gendarme mondiale legittimato all’uso della forza, al di fuori dei vincoli del Patto atlantico e della Carta delle Nazioni Unite. Non solo, ma con l’individuazione di un nemico stabile e irredimibile, ha messo in atto una vera e propria dichiarazione di guerra.

La guerra svuota la democrazia

La guerra cancella il pluralismo e il dissenso, semplifica e omologa la realtà, verticalizza le decisioni, chiude le possibilità di cambiamento, travolge l’espressione del conflitto e le istanze di emancipazione. Mobilitarsi per la pace è quindi anche agire per una democrazia pluralista e conflittuale, per un progetto di trasformazione della società nell’orizzonte della giustizia sociale.